I bimbi corrono incuranti dell'inaugurazione della nuova scuola dell'infanzia di Grinzane Cavour. Sfrecciano sulle altalene, corrono, scintillano nell'ultima coda dell'estate. I genitori vigilano e ricordano quando anche loro si sentivano puntini in questo cortile e c'era qualcuno che li rincorreva o li rimbrottava perché si fermassero. I ricordi diventano parole. "Io vicino a quel muretto giocavo con le formiche", si sente una voce. "Io, invece, qui ci sono nato, più di 80 anni fa", racconta il consigliere comunale Teresio Cravero, mentre mette a fuoco la disposizione dei muri e dei balconi, così diversi eppure così uguali. Don Antonello, benedicendo "le persone e non i muri" ricorda di quando questo edificio "era il cuore pulsante del paese, grazie alle suore salesiane e a quell'energia che sapeva di idee e di futuro".
Si va avanti e indietro nel tempo di fronte a questo gioiello, costato più di un milione di euro e fiore all'occhiello in termini di "sicurezza, efficienza energetica e impiantistica". E poi scoppia un incantesimo mentre la sindaca bambina Irene Carbone segue le parole del primo cittadino Gianfranco Garau. "Ricordo l'odore della vernice che c'era, poco prima che entrassimo all'asilo. Mio padre e altri genitori si erano occupati degli ultimi dettagli per dare una rinfrescata. Ricordo la pizza che mi portava e che io attendevo con ansia".
Si torna bambini, attimi di memoria. E quel bimbo si rituffa nei panni del primo cittadino. L'odore di vernice, le mani operose attraversano le generazioni che stanno per accompagnare un altro inizio, di nuovi genitori, bambini e storie mai lette.











