Politica - 08 maggio 2023, 11:07

Siccità, la denuncia del Pd: "I 28 milioni destinati al Piemonte andranno tutti all'Alto Novarese"

I dem all'attacco della Giunta Cirio: "Fa male alla Granda"

Lo Stura in secca

Lo Stura in secca

Riceviamo e pubblichiamo.

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La siccità è ormai un’emergenza conclamata in tutto il Piemonte e servirebbe più di 1 miliardo per realizzare tutti gli invasi previsti dalla Regione, 355 milioni solo in provincia di Cuneo.

Poi c’è il fattore tempo: se i lavori partissero oggi, e non ci fossero intoppi procedurali, servirebbero almeno 5 anni secondo l’assessore regionale Marnati. E intanto?

Di certo l’ultima perturbazione dopo 18 mesi di pioggia e nevicate scarse ha mitigato la situazione che però resta di “siccità severa” in tutta la Granda, coi suoi fiumi e torrenti in deficit idrico che oscilla da -30% a -80%. 

È giunta l’ora forse di cambiare radicalmente prospettiva e utilizzare un approccio articolato e non unidirezionale, iniziando intanto a ridurre i consumi, modificando le abitudini, i sistemi di irrigazione e le colture.

Poi sfruttando meglio le infrastrutture di stoccaggio esistenti, sottoutilizzate o inutilizzate: micro e mini invasi, bacini naturali ed artificiali, cave o sfruttando l’immenso serbatoio che è il sottosuolo.

Recentemente nella valle del Cornia, in Toscana, si sono infiltrati in falda oltre 1 milione e mezzo di metri cubi di acqua, captandola quando pioveva da tutti i deflussi che vanno naturalmente verso il mare.

Un sistema molto usato soprattutto all’estero, ma anche in Italia e che non prevede costruzione di opere ex novo quanto piuttosto una serie di interventi ingegneristici. 

Così facendo si abbattono tempi e soprattutto costi, poiché se per un invaso di pari dimensioni si spenderebbero tra i 10 e i 20 milioni di euro, qui siamo a 500 mila euro, progetto compreso, e due anni di lavori.

Rispetto alle grandi opere, le soluzioni basate sulla natura hanno brevi tempi di realizzazione, bassi costi e limitata estensione delle aree occupate. 

Insomma serve una strategia chiara, obiettivi a breve, medio e lungo periodo stante la necessità di affrontare coralmente le sfide dei prossimi anni, a cominciare proprio dal tema dell'acqua, decisivo per l'abitabilità delle aree interne come la Granda e per la nostra ricca agricoltura. 

Impossibile pensare che queste sfide possano essere affrontate alla scala della singola municipalità. Men che meno dalla miriade di piccoli e piccolissimi consorzi la cui capacità aggregativa non va oltre l’adesione ad una generica associazione di rappresentanza. Ma soprattutto servono risorse e non spiccioli da campagna elettorale. 

La Provincia coordini un tavolo che analizzi i fabbisogni e coordini le progettualità. È giunta l’ora di costruire visioni progettuali di territorio.

𝗦𝗲𝗴𝗿𝗲𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗣𝗗

Redazione

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