Nelle ultime ore territorio della Granda e in particolare alcune zone del Monregalese e del Cuneese, hanno nuovamente dovuto fare i conti con fenomeni di forti precipitazioni piovose sviluppatesi in pochissimo tempo, le quali, come sempre più spesso accade, hanno messo in difficoltà le infrastrutture viarie, e non solo, del nostro territorio.
A causa di ciò si sono verificate frane e smottamenti che hanno portato anche alla chiusura di tratti di strade (provinciali e comunali) e solo grazie al tempestivo intervento di tutti gli addetti ai lavori, oltreché dei locali corpi di Protezione Civile, si sono potuti contenere i danni ed evitare il peggio.
Quanto accaduto dimostra, ancora una volta, l’importanza della manutenzione ordinaria rispetto alle infrastrutture viarie del nostro territorio, le quali, in queste occasioni, lasciano emergere la loro “debolezza”, vuoi anche a causa della prolungata siccità che non ha consentito, in alcuni casi, di tollerare così tanta acqua in così poco tempo.
Tale aspetto di fragilità è, però, inevitabilmente legato ad un’evidente carenza di risorse destinate alla Provincia (ma a ben vedere anche ai Comuni) per questo tipo di interventi: in questi anni, ad esempio, la somma a disposizione dei 4 reparti della viabilità provinciale (Cuneo, Mondovì, Alba e Saluzzo) per la realizzazione di soli interventi manutentivi di minima (sfalci, pulizia cunette, segnaletica, taglio piante ecc.), ed al netto della manutenzione legata alla neve, è stata di circa 1 Milione di Euro a reparto, mentre, secondo i dati elaborati dai nostri uffici, ogni reparto dovrebbe avere a disposizione circa 2 Milioni e 200.000 Euro (per un totale di circa 8 Milioni ed 800.000 Euro) per svolgere a regola d’arte la manutenzione ordinaria e realizzare le attività sopraelencate in tutti i 3.100 km di strade provinciali.
Pertanto, nonostante il grande lavoro messo in campo quotidianamente dai dipendenti del settore viabilità della Provincia (penso all’impegno dei cantonieri, dei capi cantonieri e dei capi reparto), è assolutamente evidente che in queste condizioni non si possa assicurare quell’ordinaria manutenzione che senza dubbio conterrebbe, in caso di situazioni di eccezionale maltempo, la conta dei danni dell’indomani.
La politica, a mio avviso, dovrebbe maggiormente impegnarsi a prevedere adeguati finanziamenti atti a garantire la cura delle infrastrutture esistenti sui territori, attività che sebbene possa risultare meno “attraente” (anche in termini di consenso) rispetto alla realizzazione di nuove e grandi opere che più catturano l’attenzione dei media, assicurerebbe certamente un vantaggio, anche in termini di prevenzione rispetto a calamità atmosferiche, per le comunità locali ed anche per le loro economie.
Alla luce dell’annunciata riforma delle Province che il Governo si è impegnato a varare a breve, quindi, l’auspicio è che questa non si limiti ad un mero ritorno ad un’elezione diretta degli organi di governo dell’ente, che costituisce senza dubbio un aspetto condivisibile, ma che da solo non contribuirà ad un miglioramento delle condizioni di governabilità dell’ente, a cominciare dalla sua operatività in concreto: è necessario mettere le Provincie nelle condizioni di poter svolgere le funzioni fondamentali che le sono, e le saranno, affidate dallo Stato, e questo si traduce nella necessità di prevedere in loro favore maggiori risorse.




