Attualità - 04 maggio 2023, 12:25

La sfida benefica di Luigi d’Alba: “Quarant'anni di musica solidale con Presenza Amica”

L’artista albese è fondatore, anima e testimonial della onlus Presenza Amica che dal 1980 organizza progetti di intrattenimento e musicoterapia solidale rivolti alle persone fragili e alle comunità. “È iniziato tutto per caso e non mi sono più fermato”

La sfida benefica di Luigi d’Alba: “Quarant'anni di musica solidale con Presenza Amica”

Personaggio eclettico, ha iniziato giovanissimo come conduttore e dj dalle prime radio libere, oggi Luigi d’Alba, come cantore e autore, usa la musica soprattutto per fare stare bene le persone grazie all’associazione Presenza Amica.

Come è iniziato tutto?
“Era il 1975, giovanissimo cantavo in una band di una radio monregalese, una suora che mi aveva sentito cantare, mi chiese se potessi intrattenere gli ospiti di un suo centro anziani. Fu un’esperienza talmente folgorante che le chiesi il permesso di tornare la settimana successiva. Questa prima goccia ha creato un mare. Successivamente insieme a un gruppo di amici abbiamo deciso di costruire un progetto: ci univa il desiderio di aiutare il prossimo, eravamo appassionati di musica e la mia attività professionale mi consentiva di coniugare arte e volontariato”.

Da questa volontà è nata Presenza Amica negli anni 90.
“Da allora abbiamo realizzato duemila presenze di animazione culturale e musicale oltre a gruppi di canto corale, musicoterapia solidale, concorsi letterari, manifestazioni musicali di impegno civile e sociale.
L’associazione offre i suoi servizi gratuiti a comunità terapeutiche, residenze di cura e soggiorno, università della terza età, centri incontri comunali, associazioni varie, feste popolari a indirizzo no profit. Una sezione di produzione eventi ha organizzato miei concerti sui luoghi colpiti da calamità naturali nel nostro Paese.  I proventi sono serviti ad aiutare le popolazioni in difficoltà, in collaborazione con associazioni locali”.



Come gestisce l’associazione?
“Gestire un gruppo in prima persona e per 40 anni è stata una impresa difficile, faticosa, ma ricca di molte soddisfazioni.  Negli anni sono stato aiutato da alcuni amici, colleghi di radio ed appassionati musicisti, col passare degli anni i primi collaboratori ci hanno lasciato e recentemente anche la pandemia ha portato via altre persone che sostenevano le attività. Attualmente mi danno una mano alcuni ragazzi nelle questioni amministrative e tecniche. In questi tempi difficili trovare qualcuno da inserire in maniera continuativa diventa difficile. L’obiettivo attuale è di continuare ancora per molto tempo, c’è tanto bisogno di allegria, di leggerezza, di serenità che cerco di portare specialmente ai più deboli: chi vuole dare una mano ai fini solidali è il benvenuto”.

Parliamo del suo cognome “geografico”.
“Il cognome “d'Alba” è nato negli Anni 90, quando nelle feste popolari e nei servizi ricreativi solidali vari dove cantavo le persone chiedevano insistentemente da dove arriva l'intrattenitore? E sulle locandine gli organizzatori scrivevano che avrebbe cantato Luigi d'Alba, seguendo la moda di cantanti che adottavano il nome della loro città come cognome “geografico”. D’Alba è poi restato perché è un forte collegamento coi nostri territori, anche un modo per far conoscere e invitare il turista nella nostra città. All'anagrafe il mio cognome è Aimasso, sono nato a Trezzo Tinella da famiglia operaia: mi definisco purosangue langarolo, orgoglioso di rappresentare la cultura contadina popolare e solidale dei nostri luoghi fenogliani”.

Quali sono i progetti attuali dell’Associazione?
“Un primo progetto è “per cantare insieme”. Si lega alla musicoterapia solidale, vuole rendere protagonisti i partecipanti, che possono essere anziani, giovani, adulti con problematiche varie anche accompagnati dalle famiglie o dagli amici. Durante gli incontri propongo un repertorio neomelodico nazional popolare, i brani più conosciuti della tradizione italiana del bel canto e i miei recenti successi da cantautore. Nel progetto voglio essere un tramite tra le note e l’anima della persona, mi presento come uno strumento per raggiungere la serenità”.

È un’iniziativa itinerante.
“Attualmente questo progetto viene portato di settimana in settimana in strutture delle nostre provincie del Piemonte Sud.  Inoltre, con l’Associazione, come cantore della città, curo le presenze musicoterapiche di sostegno nei progetti organizzati col Consorzio Socio Assistenziale Alba-Langhe-Roero”.

C’è poi RadioColors.
“La radio della serenità, nata nel febbraio 2020 per dare sollievo alle persone nel periodo Covid. Per tre anni ogni giorno sono stato protagonista di un collegamento video in diretta social: un’ora di musica, parole e saluti molto seguito sia in Italia che all’estero. L’esperienza continua ancora oggi, raggiungendo ascolti importanti e portando i saluti e la musica del nostro territorio a numerosi gruppi di piemontesi in ogni dove. Mi occupo anche del progetto Leon contro l’abbandono degli animali, promosso dalla Associazione a seguito della mia fortunata presenza come cantautore al Festival Internazionale Pop con la canzone omonima, nata per riflettere sul tema dell’abbandono degli animali. Il messaggio contro l’abbandono viene promosso dalla Associazione con un mio concerto in tour, nelle piazze, nelle scuole, con canzoni green e i miei successi dedicati ai giovanissimi”.

Daniele Vaira

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