In occasione del primo anniversario dall’inizio del conflitto, nel pomeriggio di oggi, sabato 25 febbraio, cittadini e istituzioni albesi siedono in piazza Risorgimento per appellarsi alla pace in Ucraina, per"Alba ripudia la guerra!".
La manifestazione ha goduto di grande partecipazione della cittadinanza, in risposta all'invito degli organizzatori a prendere parte alla riflessione sulla situazione internazionale e mostrare solidarietà al popolo ucraino e alle vittime di tutte le guerre, le violenze, le repressioni e le discriminazioni nel mondo.
L’Ufficio Pace e la Diocesi albese hanno raccolto l’appello di “Europe for Peace”, potendo contare sull’adesione di numerose organizzazioni del territorio: Donne in Nero, Anpi, Proteggere Insieme, Amnesty International, Emergency, Strani Vari, Laudato Sì, Ithaca, Centro Missionario Diocesano, Migrantes, Caritas Albese, Il Campo, La Carovana, Kairon, Cooperativa Sociale Progetto Emmaus, Cooperativa Libraria La Torre, Coro del Liceo Musicale “Da Vinci”.
Hanno aperto la manifestazione le note musicali – senza confini, precisano – della Banda Musicale Città di Alba, introdotta da Franco Foglino, con i ringraziamenti alle autorità e organizzazioni presenti e l’invito a vivere la pace a partire dalla nostra quotidianità.
Il Sindaco di Alba Carlo Bo ha aperto gli interventi delle istituzioni: “La guerra in Ucraina è una tragedia umanitaria che ha causato innumerevoli morti e sofferenze tra la popolazione civile. La crisi ebbe inizio nel 2014, quando la Russia annesse la Crimea ucraina. Di certo, c’erano delle avvisaglie: in 24 anni di governo Putin ha procurato altre guerre (…). Dall’inizio del conflitto in Ucraina è passato un anno e l’Occidente ha le proprie responsabilità. Va riconosciuto quanto le democrazie occidentali appaiano drammaticamente fragili”. Infine, l’appello è: “Facciamo tacere le armi e diamo parola alla pace”.
Attraverso le parole di chi è intervenuto si sono ripercorse le tappe delle tensioni crescenti che questa zona d’Europa ha vissuto negli ultimi anni, con particolare attenzione all’ultimo anno: con il sostegno ai separatisti filo-russi nel Donbass, regione dell'est dell'Ucraina, si è innescato un conflitto armato che da breve "operazione militare speciale" prosegue oggi senza accordi di pace e con continue violazioni del cessate il fuoco. Purtroppo, il timore che questo sia solamente il primo anno di un lungo conflitto è diffuso.
Il Vescovo della Diocesi di Alba Mons. Marco Brunetti: “Questo triste anniversario deve essere l'ultimo”. Decenni di vita pacifica, benessere, aiuto vicendevole sono oggi in pericolo. Secondo il Vescovo la risposta dovrebbe essere nella rinuncia a utilizzare le armi per dissipare i conflitti, piuttosto: “Diamo voce ai popoli, della nostra civiltà giudeo-cristiana che ha saputo portare la vita a vette altissime”. “Sono contento di vedere tanti ragazzi: scusateci – ha continuato –, noi tutti adulti non volevamo più farvi vedere la guerra. Tutti voi potete diventare costruttori autentici di pace”.
La guerra non è certo un fenomeno circoscritto al territorio ucraino. Per questo, Nicola Conti ha dedicato il suo intervento al ricordo corale di altri conflitti, per enfatizzare l’esigenza di riconvertire menti e cuori a una cultura diversa da quella bellica. “Io sto con gli ucraini, e non me la sento di stare contro il popolo russo. Sono contro Putin e il suo governo, per le azioni scellerate che questi uomini hanno scelto di perpetrare. Così come sono al fianco del popolo palestinese e contro le scelte del solo governo israeliano. Sto coi popoli di Congo, Sud Sudan, Eritrea, Yemen e di quanti altri Paesi che purtroppo potrei nominare... E contro tutti i totalitarismi”.
Il sit-in è stato preceduto, alle ore 16.00, dal corteo del movimento pacifista internazionale Donne in nero, in via Vittorio Emanuele II, poi unitesi al resto dei partecipanti – circa 250 in totale – in Piazza Risorgimento. Con Maria Chiara Tropea, le Donne in nero hanno rimarcato la necessità di ridare centralità all’ONU, chiedere la messa al bando di tutte le armi – a cominciare da quelle nucleari – e la riconversione dei corpi di difesa armata in forze di difesa civile non violenta. “Bisogna cambiare mentalità. Noi supportiamo le femministe che si espongono nel contrastare il regime russo con azioni non violente, accogliamo disertori e renitenti alla leva. Loro sono il volto nuovo dell’umanità che cerca pace senza armi. Fuori la guerra dalla Storia!”.
In questi giorni in diverse città d’Italia si sono svolti incontri con tre donne protagoniste: una ucraina, una russa e una bielorussa, ciascuna impegnata nel proprio Paese. Un simbolo forte di fratellanza è stato espresso da alcuni bambini che hanno recitato per i manifestanti presenti la filastrocca “La luna di Kiev”, di Gianni Rodari.
Dai giovanissimi ai giovani albesi. I rappresentanti del Liceo Classico Govone hanno dato voce ad angosce e aspettative a nome di tanti altri coetanei: “Di questa guerra colpisce la vicinanza – ha detto Enrico Lusso –. Ci immedesimiamo nei nostri coetanei ucraini e russi e nella loro quotidianità interrotta. Lo scalpore e la preoccupazione dei primi momenti, dopo un anno rischiano di tramutarsi in abitudine. La guerra, invece, non deve essere normalità”. La sua collega Federica Ponzio: “Come possiamo essere il futuro, se non sappiamo neppure se ce ne sarà uno?”. Così, nel presente, i ragazzi hanno deciso di aderire al progetto di ricostruzione del comitato Razom.
È stato scelto per la manifestazione un titolo concreto e impattante: “Alba ripudia la guerra!”. In merito il Sindaco di Serralunga d’Alba Sergio Moscone ha commentato le implicazioni dell’art.11 della Costituzione italiana, in cui è sancito il rifiuto della guerra “come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Ricordando le parole e l’esempio del Presidente Sandro Pertini, del Sindaco di Firenze Giorgio La Pira e del Vangelo secondo Marco, è proseguita la riflessione del primo cittadino del Comune langarolo, che ha affidato alla piazza anche una provocazione: “Come mai i soldi per le armi arrivano subito? Non possiamo ricostruire le strade, ridare case e paesi ai terremotati ma di colpo troviamo soldi per inviare armi. Non otterremo pace fornendo armi alle parti in lotta. La pace inizia a casa nostra”.
L’Ucraina ha fortemente bisogno di ricostruzione e ancora una volta la città di Alba dimostra il proprio impegno solidale. Grazie al Comitato Razom, nato ad aprile dell’anno scorso dalla volontà di tre giovani albesi di fornire aiuto, sono già stati raccolti 13.000 euro da destinare alla città di Bucha.
“È una città molto simile ad Alba, per abitanti – dice Edoardo Bosio, per il Comitato Razom –, ma là 500 civili sono stati uccisi dall’inizio dell’invasione russa e la vita non è più la stessa. Per raggiungere l’obiettivo di ricostruire l’asilo bombardato a Bucha abbiamo bisogno di voi: l’obiettivo è raccogliere un euro per ognuno dei 35.000 cittadini albesi. Prendete l'esempio dei giovani: i giovani sono il presente ed esprimono la loro voglia di costruire un futuro di pace e prosperità. Dai giovani sto avendo ampia adesione al progetto”. Chi volesse, può donare tramite bonifico intestato a Comitato Razom, causale Donazione, IBAN: IT27R0853046961000000259733 oppure tramite Satispay, contattando il Comitato tramite Facebook e Instragram o via mail a comitato.razom@gmail.com.
Ha concluso la manifestazione l’esibizione della Banda cittadina, che ha affidato note di speranza a tutti i presenti.
Questo appuntamento si inserisce al termine di una settimana densa di iniziative, a partire dalle riflessioni sulla guerra maturate nelle scuole albesi da alunni e insegnanti, accompagnate venerdì 24 febbraio dai rintocchi delle campane delle parrocchie cittadine in ricordo delle vittime di tutte le guerre e dall’incontronella Chiesa di San Giuseppe dedicato alla solidarietà scaturita ad Alba e nel territorio per portare aiuti alle popolazioni colpite dalla tragedia della guerra in Ucraina. Alle ore 21 di oggi, sabato 25 febbraio, nella Cattedrale di Alba si terrà la Veglia Missionaria di Quaresima di Fraternità orientata a costruire la Pace.

































