“Ci eravamo lasciati con il coordinatore regionale di Forza Italia in Piemonte e ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, con una promessa. Ci avrebbe portato dal presidente Berlusconi se avessi raggiunto i 200 coordinatori comunali nominati. Vorrei lanciare un aggiornamento: ieri ho provveduto alle ultime nomine. Ora il partito a Cuneo può contare su 50 coordinatori comunali nominati. Il lavoro è ancora lungo ma il primo step lo abbiamo fatto. Centrerò l’obiettivo dei 200 per rendere Cuneo la provincia modello d’Italia per il nostro partito”.
Così afferma Franco Graglia, commissario plenipotenziario di Forza Italia in provincia di Cuneo e vicepresidente del Consiglio regionale.
Un obiettivo ambizioso per rinvigorire il partito azzurro in vista dei prossimi appuntamenti elettorali che nel 2024 riguarderanno europee, regionali e amministrative in parecchi centri cuneesi, tra i quali spiccano Alba, Bra, Fossano e Saluzzo.
Oggi Forza Italia, partito che in passato trainava il centrodestra, nelle “sette sorelle” della Granda conta propri rappresentanti solo nei municipi di Alba, Fossano, Saluzzo e Cuneo.
Ad Alba e Fossano in maggioranza; a Saluzzo e Cuneo in minoranza. L’unico sindaco “targato” Forza Italia nelle maggiori città della Granda è Carlo Bo ad Alba, patria del presidente della Regione Alberto Cirio. L’ultimo recente acquisto è avvenuto nel capoluogo di provincia con l’adesione del candidato sindaco del centrodestra, Franco Civallero.
A Bra, Savigliano e Mondovì la presenza forzista è stata invece azzerata. L’ultima tornata amministrativa dello scorso giugno ha infatti visto queste ultime due città private di una rappresentanza in seno ai rispettivi Consigli comunali.
In Amministrazione provinciale – in una posizione pencolante tra maggioranza e opposizione – siedono due consiglieri provinciali, Massimo Antoniotti e Graziella Viale.
In Regione – come noto – il presidente della Giunta Cirio e il vicepresidente del Consiglio Graglia.
Ed è proprio Palazzo Lascaris, in prospettiva, a suscitare le maggiori preoccupazioni, considerate le proiezioni condotte sulla base dei voti delle politiche del 25 settembre. In base a queste, infatti, non scatterebbe il quorum necessario per l’elezione di un consigliere regionale forzista nel Cuneese.
Un’ipotesi che non può non preoccupare Cirio, ma ancor più il suo braccio destro, ex sindaco di Cervere, Franco Graglia, che non per nulla si sta dando un gran da fare per acquisire titoli di merito che ne garantiscano la rielezione.





