Bra - 27 novembre 2022, 08:50

Schegge di luce: pensieri sui Vangeli festivi di don Carmelo Galeone

Commento del Vangelo della Messa di domenica 27 novembre, I di Avvento

Schegge di luce: pensieri sui Vangeli festivi di don Carmelo Galeone

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.

Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo» (Mt 24,37-44).

Oggi, 27 novembre inizia l’Avvento (anno A, colore liturgico viola). A commentare il Vangelo della Santa Messa è don Carmelo Galeone, parroco della chiesa di San Pietro, in Borgio Verezzi (Savona)

Amore, vita, valori, spiritualità sono racchiusi nella loro riflessione per “Schegge di Luce, pensieri sui Vangeli festivi”, una rubrica che vuole essere una tenera carezza per tutte le anime in questa valle di esilio. Pensieri e parole che sono come scintille per accendere le ragioni della speranza. Eccolo, il commento.

Dopo un anno intero passato in compagnia di Luca, la liturgia ci riporta ai blocchi di partenza con il tempo dell’Avvento in compagnia di Matteo, il pubblicano divenuto discepolo ed evangelista.

Si riparte. Il Signore, oggi, ci chiama a questo. Ci smuove a riscoprire la bellezza e lo stupore dell’inizio, la freschezza dell’alba, la lucentezza del primo sguardo.

È bello questo ripartire, perché non è da zero, ma da Lui. Si riparte per rimettere fondamenta, per imparare a fidarsi e per rimettersi in gioco. Tutti.

Il cammino di Avvento ci aiuta a dare senso al tempo, a non farcelo scivolare addosso, a riempirlo della Sua presenza ed a ripartire da Lui.

A volte incontro persone che dopo un fallimento, uno sbaglio, una caduta o una delusione, mi dicono che vogliono ripartire da zero... Penso che non ci sia nulla di più sbagliato. Se vuoi rialzarti, se vuoi rimetterti in cammino, se vuoi ridare vigore alla tua vita e alla tua fede, trovati un po’ di silenzio, un tempo di intimità e dillo al Signore: «Ricomincio da Te».

Vorrei che l’Avvento iniziasse così, rimettendo Lui al centro. Perché quello è il suo posto. O ci metti Lui, o è un gran caos...

Il brano del Vangelo di questa prima domenica ruota attorno ad una brevissima parabola. Dio è come un ladro che viene di nascosto, all’improvviso, quando non te lo aspetti. Magari è tutta la vita che lo cerchi, oppure ti sei convinto di cercarlo, ma non fai altro che incensare il tuo ego e tenere a bada i tuoi sensi di colpa; oppure sei così convinto di averlo già incontrato e di essere un cristiano arrivato che dormi tranquillo il sonno del giusto e ti lasci vivere.

Coraggio, amici! Si riparte! Da oggi abbiamo una possibilità nuova: il Signore viene, ancora, per me, per te. Questa è la buona notizia dell’Avvento: Lui non si è ancora stancato di te.

Buona attesa! Buon incontro! Buon Avvento!

Silvia Gullino

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