Politica - 11 ottobre 2022, 09:45

Derby nella Lega tra Molinari e Calderoli per la presidenza delle Camere

Il primo ambisce a guidare Montecitorio, il secondo Palazzo Madama. Una partita che è istituzionale ma ha evidenti risvolti sui nuovi assetti di potere che andranno a determinarsi nel partito di Salvini dopo la tornata elettorale

Derby nella Lega tra Molinari e Calderoli per la presidenza delle Camere

Ha caratteristiche molto piemontesi il “derby” (se è consentita l’espressione sportiva) che si annuncia nella Lega a proposito dell’elezione dei Presidenti di Camera e Senato in calendario da giovedì 13 ottobre.    

Da una parte Riccardo Molinari, capogruppo uscente e segretario piemontese della Lega.

Dall’altra, Roberto Calderoli, figura storica dell’ex Carroccio e vicepresidente uscente del Senato.

Il primo è alessandrino; il secondo, dopo il matrimonio con l’europarlamentare Gianna Gancia, può essere considerato a buon diritto narzolese d’adozione.

Molinari, sostenuto da Salvini, punta a sostituire il pentastellato Roberto Fico alla Camera.

Calderoli a fare un ulteriore balzo in avanti per andare ad occupare la poltrona dove fino a ieri sedeva Elisabetta Casellati.

Va da sé che è impossibile che la seconda e la terza carica dello Stato possano essere entrambe appannaggio di un partito, per altro uscito malconcio dalla tornata elettorale.

Le ambizioni della Lega dovranno fare i conti, in particolare, con le richieste di Fratelli d’Italia, che mira a presiedere almeno una delle due Camere.

In pole per il Senato c’è anche Ignazio La Russa, cofondatore con Meloni e Crosetto del partito che ha surclassato i due partner della coalizione di centrodestra.

La partita, nella Lega, assume dunque particolare rilevanza perché, a seconda che la spunti uno o l’altro dei contendenti, si capirà quali potranno essere i futuri assetti di comando nel partito di Matteo Salvini.

La Camera dei deputati è convocata giovedì 13 ottobre alle ore 10 per la prima seduta della XIX legislatura. 

All'ordine del giorno figurano: la costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza; la costituzione della Giunta delle elezioni provvisoria e la proclamazione di deputati subentranti; l'elezione del Presidente (per scrutinio segreto).

In base a quanto disposto dal Regolamento, la seduta sarà presieduta dall'onorevole Ettore Rosato nella sua qualità di Vicepresidente più anziano per elezione tra quelli della legislatura precedente.

Il Senato si riunisce appena mezz’ora dopo, alle 10,30; a presiedere la prima seduta sarà la senatrice Liliana Segre.

Entro venerdì 14 si conosceranno i nomi dei due nuovi presidenti.

Giampaolo Testa

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