Attualità - 03 ottobre 2022, 14:23

Palio degli Asini: per i Brichèt "una vittoria dal sapore speciale"

Intervista a Fabrizio Campigotto il giorno dopo la conquista del 13° drappo ottenuto al suo primo anno di presidenza

L'abbraccio dopo la vittoria tra il fantino Silvano Accomo e il presidente dei Brichèt Fabrizio Campigotto (Ph. Mauro Gallo Foto, Alba)

L'abbraccio dopo la vittoria tra il fantino Silvano Accomo e il presidente dei Brichèt Fabrizio Campigotto (Ph. Mauro Gallo Foto, Alba)

Uno tsumani di emozioni cercato, desiderato e ottenuto dopo mesi di lavoro incentrati sul voler fare un’ottima figura al Palio degli Asini: ed è arrivata anche la vittoria! Il Borgo dei Brichèt ricorderà per un po' il 2022 che, dopo il primo posto della sua rappresentante Serena Ribero al concorso della Bela Trifulera, ha consegnato al borgo il suo 13° Palio (1971, 1972, 1974, 1977, 1978, 1981, 1986, 2000, 2003, 2006, 2009, 2017, 2022. Per la precisione sono 14, ma uno era stato revocato nel 1987), riscrivendo così nell’albo d’oro il nome Brichèt, dopo l’ultima affermazione datata 2017.



«Quest’anno volevamo fare bella figura e fermare il dominio della Moretta - afferma il presidente Fabrizio Campigotto - e ci siamo preparati al meglio. A parte le battute, per me questa vittoria ha un sapore ancora più importante rispetto a quelle che ho vissuto dal 1988, anno in cui ho sfilato per la prima volta, perché è arrivata nel mio primo anno da presidente. Tutto questo è frutto del buon lavoro fatto dai miei predecessori. E, se aggiungiamo il titolo di Bela Trifulera, direi che abbiamo ottenuto due primi posti eccellenti. Piccolo neo, non essere arrivati tra i primi tre nella classifica della Rievocazione Storica di sabato sera, ma devo dire che il Palio cancella tutte le delusioni».

Una vittoria vissuta in modo particolare: «Quando abbiamo vinto io ero nella parte dietro al grande monitor e indossavo ancora i vestiti della sfilata, a un certo punto mi sono saltati tutti addosso con una foga tale che le emozioni sono state fortissime. Ricorderò la vittoria anche per questo episodio. Dopo aver festeggiato nell’arena, ci siamo diretti verso piazza Michele Ferrero passando da via Maestra, dove c’è stato un vero e proprio bagno di folla dove ho constatato che c’è voglia di stare insieme, di divertirsi, di festeggiare. Il regalo degli sbandieratori del Gruppo Cento Torri, che ci hanno accompagnati nel nostro tragitto, è stato molto gradito. Per questa sorpresa ringrazio tutti e in particolare Sergio Destefanis. Abbiamo fatto le foto presso la nuova scultura in piazza e poi abbiamo continuato i festeggiamenti nel nostro quartier generale di piazza San Giovanni».

E i ringraziamenti sono doverosi: «Senza l’apporto dei borghigiani non si potrebbe fare nulla: un abbraccio caloroso al gruppo, a chi ci sostiene, al nostro “zoccolo duro”, ed in particolare a mia moglie ed ai miei figli che mi hanno sopportato e supportato in questi mesi di preparazione. Lo svolgimento delle manifestazioni sono la punta di un grande e solido iceberg, reso tale dal duro e appassionato lavoro che viene fatto “dietro le quinte” da parte di tutti i borghi per regalare ad Alba uno spettacolo folkloristico unico nelle domeniche precedenti e durante la Fiera del tartufo bianco».

Livio Oggero

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