Alba - 15 luglio 2022, 06:57

Ad Alba il docufilm che narra la storia dei panettieri emigrati dalla Langa in Costa Azzurra

Questa sera appuntamento all'arena esterna del Teatro Sociale per la proiezione di "Au nom du pain", della giornalista francesce Géraldine Giraud

La storia dei panettieri di Niella Tanaro, emigrati nei primi del '900 in Costa Azzurra, in cerca di fortuna viene tramandato e raccontanto in un docufilm che ora arriva anche ad Alba.

L'opera, realizzata dalla giornalista francesce, di cuore piemontese, Géraldine Giraud, si intitola "Au nom du pain" (in nome del pane) ed è una vera e propria saga di immigrazione che ha come comune denominatore il pane, una sorta di 'ritratto di famiglia e di famiglie' che lega Italia a Francia.

Poco prima dell'uscita del documentario avevamo intervistato la regista (leggi qui) che nel pane vede "un modo per trovare la propria identità e costruire un nuovo futuro".

Dopo l'anteprima dello scorso anno a Niella, il film torna ad essere proiettato in Granda, nell’Arena esterna del Teatro Sociale di Alba, venerdì 15 luglio, con ingresso libero. 

Il docufilm è stato prodotto da Girelle Production insieme a France 3 Provence-Alpes-Côte d’Azur, ed è già andato in onda sulla tv di stato ed è stato proiettato in un cinema di Nizza. La regista mette in scena, in poco più di 50 minuti, le proprie radici che affondano nel comune di Niella Tanaro, raccontando una storia locale, ma allo stesso tempo globale.

La proiezione del docufilm rientra nel programma di “Cinema nell’Arena” promosso dall’assessorato alla cultura del comune di Alba ed è uno dei temi che stanno, fin dalla nascita a cuore della Fondazione Radici, la prima fondazione in Italia nata espressamente per la tutela e la salvaguardia della memoria del territorio.

“Per noi è un onore essere stati scelti dalla regista e dal sindaco di Niella Tanaro Gianmario Mina per la proiezione di questo docufilm che racconta con immagini emozionanti una storia di migrazione di piemontesi verso la vicina Costa Azzurra: quella dei panificatori langhetti in Costa Azzurra." -  commenta il presidente di Radici Claudio Rosso. - "Un’arte che si perpetua ancora oggi e che è diventata legame forte tra Italia e Francia, un legame ogni anno più saldo. La promozione di Au nom du pain, nel nome del pane, rientra appieno tra gli scopi della Fondazione Radici e siamo orgogliosi che Géraldine Giraud abbia scelto la nostra fondazione per la proiezione del suo docufilm. Ringraziamo inoltre l’amministrazione comunale Albese e l’assessorato alla cultura per aver voluto inserire la proiezione nel ricco programma di Cinema nell’arena”.

"È un orgoglio per noi vedere che la nostra storia d’emigrazione dei panificatori di Niella Tanaro, i quali hanno portato avanti la tradizione dell’arte bianca fino all’estero, si espande oggi, su tutto il territorio piemontese, fino ad Alba." - aggiunge Gian Mario Mina, sindaco di Niella Tanaro. - “Au Nom du Pain” è un omaggio ai suoi corraggiosi lavoratori ed un riflesso della richezza di tutto il territorio langarolo, essendo Niella Tanaro l’ultimo paese delle Langhe del sud.  Grazie al docufilm, Niella ha riscoperto le sue radici legate al pane e si sta reinventando un futuro. Il pane di Niella Tanaro sta lievitando di nuovo, con vari progetti legati allo sviluppo della filiera dell’arte bianca sul territorio langarolo, come la riscoperta dei grani antichi, o il recupero dei terreni incolti e silenti. Ringrazio la fondazione Radici, il Sindaco Carlo Bo, l’assessore alla cultura Carlotta Boffa e tutta l’amministrazione per questo bell’invito che fa eco ad una storia alla quale i Langaroli si sentono legati storicamente, ma più ampiamente, anche tutti gli innamorati del buon pane di tradizione".

INFO

Au nom du pain: in programma venerdì 15 luglio dalle 21.15 Arena Guido Sacerdote ad Alba, ingresso libero, interverranno la regista, il sindaco di Niella Tanaro, i contadini-panettieri dell’ agriforno Rosso Gentile di Vicoforte, l’amministrazione comunale albese e numerosi ospiti, tra cui il panificatore di Rai Uno Fulvio Marino.

www.fondazioneradici.it

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Arianna Pronestì

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