Da due giorni all’Hotel Santa Maria di La Morra ci sono novanta ospiti speciali. Si tratta dei bambini con le loro madri e alcune nonne arrivati nelle Langhe grazie all’iniziativa di solidarietà della Juventus FC che, in collaborazione con le scuole calcio ucraine, è riuscita a portare a termine questa vera e propria missione umanitaria (leggi articolo).
Ora sono al sicuro nella struttura, messa a disposizione da Regione Piemonte e Protezione Civile regionale, e pronti a ricominciare, in attesa che in Ucraina finisca al più presto questa insensata guerra.
In merito a questa situazione di solidarietà, il sindaco di La Morra Marialuisa Ascheri riflette così, partendo da una poesia:
PROMEMORIA di Gianni Rodari
Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da far di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.
«Questa è una poesia di Gianni Rodari. Rodari parlava ai bambini. Quei bambini che oggi invece, proprio a causa della guerra, non possono lavarsi, non possono studiare, non possono giocare. Quei bambini, purtroppo non tutti, che le madri con tanta fatica sono riuscite a salvare, a portare fuori dall’Ucraina. Alcuni in braccio, altri per mano. Hanno attraversato decine di kilometri, chi a piedi, chi in auto, chi con pulmini, chi con altri mezzi trovati lungo il cammino.
Quando ancora la guerra non era iniziata le madri ucraine per proteggere i loro figli li mandavano nelle scuole con scritto sui loro grembiuli il loro gruppo sanguigno, in modo che potessero essere salvati più facilmente in caso di ferimento. Quelle stesse madri, dal 24 febbraio scorso, giorno dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, tentano di portare via i loro bambini da una realtà che non permette più loro di sognare e neanche di chiudere gli occhi per dormire, perché è troppo brutale».
«Speriamo di poter donare un pò di serenità agli 80 profughi - continua il sindaco - tanti bambini e poche madri, una nonna e un nonno, ospiti dell’Hotel Santa Maria di La Morra. Speriamo di poter donare una vita fatta di azioni e libertà quotidiane, di istruzione, di gioco. Il nostro è un impegno, un sostegno, una promessa e per questo ringrazio la comunità di La Morra che ancora una volta si dimostra coesa e solidale. È il nostro modo di condannare la guerra, che in tutti i casi, in ogni tempo, da ogni prospettiva e per qualsiasi motivazione, è sempre sbagliata. Questo deve essere il nostro PROMEMORIA».