Secondo quanto riferito dagli esperti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Anaf) proviene dalla zona abitata dall'asteroide 153 Hilda, "che dà il nome a una famiglia di asteroidi particolari", il bolide che sette camere della rete di sorveglianza Prisma hanno ripreso nei cieli della Granda alle ore 3.39 di domenica 27 febbraio.
A riprendere la "strisciata" del bolide l’obiettivo ITPI06 di Barolo (nell’immagine in basso a sinistra della foto pubblicata dall’istituto si nota la bandiera che svetta sulla torre del Castello Falletti, su cui è posta la stazione di rilevamento). Ad avvistarla anche le camere di Lignan, Pino Torinese, Felizzano, Bedonia, Cecima e Merate, oltre a quelle francesi della rete francese Fripon di Barcellonette e Caussols.
La meteora ha fatto la sua comparsa tra Savigliano e Fossano a una quota di circa 80 chilometri e con una velocità di poco superiore a 14 km al secondo, rimanendo nei cieli della Granda per una durata di 8 secondi, muovendosi poi in direzione Sud-Est per spegnersi nel Mar Ligure, una quindicina di chilometri al largo di Finale Ligure.
Secondo quanto riportato dal portale dell’Anfa, "la famiglia asteroidale Hilda non appartiene alla fascia principale degli asteroidi propriamente detta, ma è molto più esterna. Si ritiene che i corpi che la compongono non discendano necessariamente da un comune oggetto progenitore. È formata da asteroidi 'intrappolati' da Giove in un rapporto di risonanza 3:2, a circa 4 Unità Astronomiche dal Sole (1 Unità Astronomica corrisponde alla distanza media tra Terra e Sole, ed è pari a 149.597.870, 7 km). L'eccentricità orbitale di circa 0.6 suggerisce che il frammento caduto questa notte (ieri, ndr) potrebbe appartenere a una cometa del gruppo cosiddetto 'quasi-Hilda', lo stesso di cui faceva parte la cometa Shoemaker-Levy caduta su Giove nel 1994".







