Attualità - 18 febbraio 2022, 15:00

La comunità ortodossa albese festeggia per la cittadinanza italiana consegnata a padre Catalin Zaharie

Il pastore 47enne è il punto di riferimento albese dei fedeli romeni e decano del Piemonte del Sud. Ha prestato giuramento presso il Comune di Alba

Padre Catalin Zaharie con la sua famiglia

Padre Catalin Zaharie con la sua famiglia

Quando le comunità si incontrano e ne nasce un rapporto di rispetto, lavoro, sacrificio e dedizione che porta le persone ad essere riconosciute come parte attiva di una città.
È quanto successo a padre Catalin Zaharie, 47 anni, rumeno originario della regione della Bucovina nel Nord della Romania, pastore ortodosso e guida spirituale della numerosa comunità romena di Langhe e Roero che conta circa tremila residenti. Ha appena ricevuto la cittadinanza italiana con il giuramento prestato in Comune ad Alba.

È il padre “più anziano” della comunità religiosa che si riunisce nelle 14 chiese del Piemonte del Sud di cui è il decano, con quartier generale per Alba nella chiesa di Santa Caterina, data in concessione dalla Diocesi e dal centro culturale San Giuseppe.
Un uomo che ha conosciuto l’Italia nel 1998 da studente di teologia in visita a Milano con visto religioso, che ha vissuto per sei mesi negli Stati Uniti a Washington, per poi tornare in Italia e stabilirsi in modo costante nella nostra nazione, tra Torino, San Damiano d’Asti ed Alba, dove, nel 2010, assume la guida della comunità ortodossa.

Una vita fatta di rapporti umani forti, come lui stesso afferma: «Nel cammino della mia vita ho imparato a conoscere le persone nello spirito dell’accoglienza, sia nella sfera religiosa che in quella lavorativa prima in un salumificio e poi, dal 2007, alla Ferrero, dove faccio il turno di notte per dedicarmi di giorno alla comunità».
Marito di Simona Maria, ha sei figli: due studiano medicina a Roma (Maria Magdalena e Teodosia Casiana), e poi ci sono Vasile, Sebastian Nicolae, Cassian Ioan e la piccola Anastasia Margareta di 5 anni.

Emozionato per la cittadinanza afferma: «Il lungo cammino della mia vita mi regala una tappa importante. Aver ricevuto la cittadinanza italiana è per me un onore e una grande gioia. Amo l’Italia, gli italiani. Siamo due popoli diversi per cultura ma molto simili perché crediamo nell’accoglienza e nel rispetto verso lo straniero che si impegna per la nazione in cui vive».

 

E la sua sensibilità musicale lo ha portato a sentirsi italiano: «L’aver ricevuto la cittadinanza è sinonimo di responsabilità, si apre un nuovo capitolo della mia vita, confermato anche da quella sensazione di italianità che ho provato all’ascolto dell’Inno di Mameli. Ho sentito lo stesso “brivido sulla schiena” di quando sento l’inno della mia patria, la Romania. Credo che questo sia un aspetto positivo, in quanto l’Italia per me e la mia famiglia è importante». 

Livio Oggero

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