L’esito del voto per il Consiglio Provinciale, che ha visto la lista di centrosinistra “La nostra Provincia” e quella di centrodestra “Ripartiamo dalla Granda” aggiudicarsi ciascuna 5 seggi e “Granda in Azione” 2, suscita commenti di vario tenore tra le forze politiche cuneesi.
Euforici quelli di Azione e centrodestra, mentre il centrosinistra minimizza sostenendo che è improprio parlare di sconfitta.
Dice Enrico Costa, referente provinciale del partito di Calenda a proposito del risultato della formazione “Granda in Azione”: “È stato un grandissimo gioco di squadra. Abbiamo avuto coraggio a sfidare due “corazzate” ed abbiamo avuto ragione. La Granda può rappresentare il laboratorio politico di una proposta distinta dai due poli, capace di intercettare chi non si riconosce in posizioni radicali. Grazie a tutti coloro che si sono impegnati in prima persona candidandosi, ma anche a tutti coloro che hanno supportato. Sono stati eletti Pietro Danna e Vincenzo Pellegrino, ma ad affermarsi è stata tutta la nostra squadra”.
Commenta il segretario provinciale di Forza Italia e sindaco di Boves, Maurizio Paoletti: “Con due sole grandi città, Alba e Fossano, il centrodestra ha sovvertito i pronostici che lo davano perdente. Un risultato straordinario, frutto di un grande radicamento sul territorio del nostro Presidente Alberto Cirio e del lavoro dei nostri rappresentanti Franco Graglia e Marco Perosino. Un grazie a tutto il partito per la compattezza ed il lavoro di squadra che premia la serietà di due amministratori di piccoli comuni, Massimo Antoniotti e Graziella Viale, che hanno fatto segnare il record assoluto di preferenze. Un sincero augurio a tutti gli eletti e vive congratulazioni anche a Silvano Dovetta neoeletto consigliere provinciale. Da domani ci aspettano altre sfide”.
Paoletti e i big azzurri sono raggianti perché, in un momento in cui il partito viene dato in crisi, due loro candidati risultano primi nella graduatoria delle preferenze.
Appaiono invece di incerta interpretazione le congratulazioni indirizzate a Silvano Dovetta, sindaco di Venasca e presidente dell’Unione montana Valle Varaita, primo eletto nella lista di centrosinistra. Paoletti ribadisce che Dovetta fa parte del direttivo provinciale di FI, fatto che può lasciar intendere sorprese al momento dell’insediamento del nuovo Consiglio Provinciale.
Il senatore e segretario provinciale della Lega, Giorgio Bergesio, è soddisfatto che il suo partito torni ad avere rappresentanza in Provincia: “Abbiamo eletto due consiglieri provinciali in provincia di Cuneo. Ottimo risultato del centrodestra compatto. Dopo sette anni la Lega ritorna in Consiglio Provinciale più determinata che mai. Complimenti e auguri di buon lavoro a Simona Giaccardi e Stefano Rosso”.
Il capogruppo regionale FdI Paolo Bongioanni è anch’egli contento dell’elezione, per la prima volta, di un esponente di Fratelli d’Italia: “La linea di correre come centrodestra, linea di cui quale sono stato uno dei più fervidi sostenitori, si è rivelata vincente. Abbiamo raccolto più voti ponderati del centrosinistra e questo è il primo mattone per la corsa alla conquista di Cuneo, Mondovì e Savigliano. Per quanto riguarda FdI, purtroppo ad oggi noi non abbiamo ancora i voti ponderati pesanti degli altri partiti. Tuttavia, siamo riusciti a fare eleggere il nostro candidato, il sindaco di Magliano Alpi Marco Bailo, che è risultato il terzo più votato in assoluto. Quindi soddisfazione piena e da oggi si comincia a lavorare per le amministrative di primavera”.
Aggiunge il coordinatore provinciale William Casoni: “Ci siamo sempre opposti al papocchio del listone e i dati ci hanno dato ragione. Chiederemo modifiche alla legge altrimenti, con questo sistema, i piccoli Comuni saranno sempre penalizzati, come è successo per la lista della pianura saluzzese a noi politicamente vicina. Sono lieto che il nostro rappresentante, Marco Bailo, sia stato in assoluto il più votato proprio dai piccoli paesi”.
Mauro Calderoni, neosegretario provinciale Pd, non accetta la lettura del centrodestra che parla di sconfitta della lista “La nostra Provincia”.
“In una provincia che politicamente guarda a destra – afferma -, la lista “larga” costruita dal centrosinistra ed aperta ai contributi di personalità moderate, ha fatto un ottimo risultato. Per una manciata di voti è sfuggito il sesto consigliere, a conferma che un’elezione di secondo livello andrebbe affrontata seguendo logiche politico - territoriali e non solo partitiche o peggio personalistiche. Preoccupa in tal senso lo sfilacciamento di zone dove occorrerà ricostruire un coordinamento territoriale. Alla luce dei risultati – annota Calderoni - spiace la mancata convergenza con Azione: ci saremmo rafforzati a vicenda invece di strapparci voti ed avremmo consolidato l’asse che governa il capoluogo. Ringrazio tutte le candidate ed i candidati per l’impegno profuso ed in particolare sono felice che il Pd di questa strategia dell’ascolto e del coinvolgimento di tutti i territori e di tante sensibilità culturali, a differenza di altre formazioni arroccate su schemi esclusivamente partitici, si è fatto generosamente interprete”.
Aggiunge Flavio Manavella, suo predecessore alla guida del Pd, vicepresidente uscente della Provincia, che risulta tra i cinque eletti nella lista di centrosinistra: “Posso solo fare un commento personale dato che non sono più il segretario del Pd. Sono contento per il risultato della lista, che ritengo in linea con le previsioni vista la presenza di altre tre liste. Personalmente poi – aggiunge - sono contento della mia riconferma non certo scontata tenuto conto dei tanti candidati a me vicini, tanto sul piano geografico quanto su quello politico”.





