Roero - 11 settembre 2021, 18:30

Emozioni, sorrisi e canzoni al concerto di Piero Montanaro nella sua Coazzolo

50 anni di carriera e sentirli tutti nelle note delle sue canzoni, interpretate insieme a tanti ospiti

Emozioni, sorrisi e canzoni al concerto di Piero Montanaro nella sua Coazzolo



Gli spettatori si sono emozionati tutti, perché quella di Piero Montanaro è stata un’esibizione strabiliante.

Impressionante il concerto di sabato 21 agosto nell’anfiteatro comunale di Coazzolo, che ha visto anche la partecipazione del figlio Daniele e degli special guest Marco Amerio, il duo cabarettistico Marco & Mauro, Beppe Ghi, Sergio Cravanzola, I Castellani, I Quattro + uno, Le voci del Tanaro, Giuliano Rigo, Bruno Conti e Renato Casti.

50 anni di carriera e sentirli tutti nelle note di ‘Canterò’, ‘Se la Langa è così’, ‘Notte di collina’, ‘Andoma a vié’, ‘Nel bicchiere che alzi’ e, naturalmente, ‘Amici miei’, cantata in coro con il pubblico e gli illustri ospiti.

Nell’occasione, l’Amministrazione comunale di Coazzolo ha tributato un riconoscimento a Piero Montanaro, originario del paese in cui ha vissuto per circa 30 anni, declinando le sue qualità di cantautore (in italiano e piemontese), paroliere, conduttore radiofonico/televisivo e produttore discografico.

Oltre due ore di performance e scroscianti applausi per un artista dal gesto vocale inconfondibile, capace di condensare i colori, gli umori e le contaminazioni di una terra generosa, dolce, riflessa nei vini che stillano dalle sue cantine. In ogni sua canzone, il pentagramma riannoda i fili della memoria attraverso la musica e le parole.

Che sia in televisione, oppure live nelle piazze, Piero Montanaro non rinuncia alla sua lingua come dimostra il pezzo ‘Dnans ch’a fassa neuit - parloma e cantoma an piemontèis’, un invito a continuare a parlare e cantare in piemontese, così colorato e musicale che non ha bisogno di traduzioni.

E dedicata al più piemontese dei papi, non poteva mancare il brano ‘Vengo dalla fine del mondo’, che lo stesso Francesco conosce ed apprezza, insieme a tutte le sue canzoni, come migliaia di piemontesi d’Argentina. Perché, come diceva Tolstoj: “Se racconti il tuo villaggio sarai universale”. E lui c’è riuscito.

Silvia Gullino

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