Bra - 02 settembre 2021, 08:46

Al Caffè Letterario di Bra si legge “Cronaca familiare” con Bernardo Negro

Il libro di Vasco Pratolini tocca il cuore, mescolando sogni e paure che si annidano in ogni famiglia

Al Caffè Letterario di Bra si legge “Cronaca familiare” con Bernardo Negro


Esistono libri che affrontano un tema che ci lega tutti quanti: la famiglia. La famiglia d’origine, la famiglia che ci creiamo, la famiglia allargata... Padri, madri, figli e poi riparte il giro: figli, madri e padri. Vite che nascono e vanno ad intrecciarsi con altre vite, toccando sentimenti importanti, profondi, che arrivano dritti laggiù, dentro di noi, dove si annidano le emozioni. Come succede nel romanzo “Cronaca familiare” di Vasco Pratolini, forse il capolavoro dello scrittore fiorentino. Mettetevi comodi tutti assieme sul divano e gustatevi la trama raccontata dal poeta braidese Bernardo Negro

Pubblicato da Mondadori nel 1960, il libro narra la storia di due fratelli, Vasco e Ferruccio. Sono orfani di madre con un padre a cui appena si accenna, tanto è estraneo alla loro sorte.

Siamo agli sgoccioli della Seconda Guerra Mondiale: Firenze è stata appena liberata dai tedeschi, mentre già si respira aria di dopoguerra. Vasco, il fratello maggiore, si intrufola in un giornale, forse inizialmente clandestino. Ha un carattere temprato dalla solitudine e dal coraggio, mentre Ferruccio, senza grinta quanto garbato è adottato dal maggiordomo di un barone inglese. Ma il ragazzo ha un suo orgoglio indifeso e comprende la sua situazione che lo obbliga ad una malcelata dipendenza morale dal patrigno.

Cresciuto, Ferruccio decide di vivere con Vasco che intanto si afferma sempre più come giornalista. Ferruccio, a sua volta, contrae un matrimonio che si rivela infelice. Il tempo passa, Vasco abita a Roma e viene a sapere che il fratello minore ha trascorso un anno in ospedale. Ora è Vasco che lo vuole con sé. Comprende che la tragedia si addensa sul capo del giovane che cerca di afferrare la vita con la stessa rapidità con cui la sta perdendo. Tornano entrambi a Firenze. Ferruccio vorrebbe ritrovare la moglie e la bimba che gli era nata. Ma è tardi e la morte lo coglie durante il viaggio.

Scritto con un asciutto quanto determinato realismo, il romanzo non volge mai al sentimentalismo pateticamente d’occasione. Dall’opera letteraria, il regista Valerio Zurlini trasse l’omonimo film con Marcello Mastroianni nella parte di Vasco. Al Festival di Venezia vinse il Leone d’Oro. Il Caffè Letterario di Bra lo propone anche per il felice incontro tra schermo e pagina scritta, cercando le orme di un’arte integrale che forse deve ancora nascere.

Silvia Gullino

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