Riceviamo e pubblichiamo.
Ieri sera si è consumata l’ennesima serata drammatica per il Consiglio Comunale albese. Pietra dello scandalo la votazione delle commissioni che hanno messo in luce una grave frattura in seno alla maggioranza.
Al momento dell’elezione del presidente della 4ª Commissione Consiliare Permanente (leggi anche qui, ndr) emerge da parte della maggioranza (a questo punto maggioranze) la candidatura di Olinto Magara in aperto contrasto con quella di Gionni Marengo.
Ne scaturisce subito un battibecco animato tra diversi consiglieri comunali che appoggiano il sindaco Carlo Bo. Una scena poco edificante, con toni accesi e minacce esplicite che non rispettano minimamente lo spirito istituzionale del luogo.
Come gruppi di minoranza abbiamo sempre pubblicamente osteggiato la presidenza di Gionni Marengo e abbiamo deciso di appoggiare un cambio di passo indipendentemente dal candidato proposto dalla frangia minoritaria della maggioranza.
Questa scelta ha portato a un sostanziale pareggio (12 a 12) tra i due candidati e, al momento, non c’è un presidente di 4ª Commissione anche se un parere del Ministero degli Interni darebbe ragione a Magara in quanto consigliere più anziano anagraficamente.
Come due settimane fa, quando mancò il numero legale, è mancato coordinamento tra i gruppi di maggioranza che avrebbero potuto proporre un terzo nome, ma hanno pensato a litigare palesemente tra loro senza pensare al bene della città.
Il Sindaco non era presente alla votazione delle commissioni ma sarà stato informato di questo ennesimo indecente spettacolo offerto da chi dovrebbe sostenerlo politicamente.
Fa riflettere che lo stesso Carlo Bo, in un intervento in Consiglio poco ore prima della bagarre, abbia sottolineato l’importanza del ruolo del consigliere comunale riferito soprattutto alla sua maggioranza. Parole, purtroppo, cadute nel vuoto.
Attendiamo gli sviluppi dopo un indegno spettacolo non ripreso, per fortuna della decenza, dalle telecamere interne. La nostra disponibilità per il bene della città la dimostriamo quotidianamente, ma risulta difficile avere a che fare con più maggioranze riottose.
Uniti per Alba




