Attualità - 12 maggio 2021, 12:41

Prime riaperture nei cinema della Granda: grandi schermi accesi a Cuneo, Alba, Busca, Fossano e Dogliani

"Nomadland" e "Rifkin’s Festival" di Woody Allen tra i film che segneranno la ripartenza di proiettori fermi da ottobre. Ma la mancanza di titoli e il permanere del coprifuoco consigliano di attendere alla maggior parte delle sale della nostra provincia

Prime riaperture nei cinema della Granda: grandi schermi accesi a Cuneo, Alba, Busca, Fossano e Dogliani

C’è chi ci prova, come il Monviso di Cuneo, il Cine4 Citiplex di Alba, il Multilanghe di Dogliani, l’Aurora di Savigliano e il Lux di Busca. Ma nonostante il decreto legge "Riaperture" abbia consentito la ripartenza dei cinema dallo scorso 26 aprile (erano fermi dalla fine dello scorso ottobre), una buona parte delle sale della Granda – ma il discorso si potrebbe estendere a tutto il Paese – preferiscono rimanere alla finestra, nell’attesa di tempi migliori e che, nello specifico, vengano finalmente meno i diversi ostacoli che, tutti insieme considerati, fanno della riapertura un potenziale, ennesimo azzardo, per quello che rappresenta uno dei settori di attività più penalizzati dalla pandemia.

Il discorso è articolato, ma facilmente comprensibile. Il primo dei problemi che gli esercenti si sono trovati ad affrontare nel ragionare sulla possibile riapertura è industriale, per così dire. Mancano i titoli, di fatto, perché la quasi totalità di quelli andati in produzione durante il lockdown hanno già percorso canali di distribuzione alternativi alle sale, scegliendo le piattaforme di streaming come mezzo d’elezione per arrivare al grande pubblico.
Ora i proiettori delle sale possono anche riaccendersi ma, considerato anche il contingentamento dei posti (un terzo della capienza, grosso modo), hanno bisogno di farlo con proposte che abbiano il sufficiente appeal nei confronti di un pubblico vasto e generalista, e queste oggi mancano. La riprova nei bassi numeri realizzati da chi, anche nelle grandi città, ha tentato questa scommessa, coi primi giorni di riapertura che, a fine aprile, avevano registrato una media di una dozzina di spettatori per sala.

Seconda buona ragione: la permanenza del coprifuoco. Anche là dove interpretato con flessibilità, il rientro a casa entro le 22 esclude la possibilità del secondo spettacolo serale, costringendo a fissare il primo in orari che, di nuovo, tagliano fuori una buona fetta del potenziale pubblico.

Terzo, i bar interni ancora chiusi: le sale non possono – non ancora perlomeno – riattivare il servizio di vendita di snack e bevande. Una fonte di ricavi in molti casi essenziale, visto che quanto ricavato dalla vendita dei biglietti (il prezzo medio è di circa 6,20 euro, al netto della variegata scontistica in uso ormai da anni), va per metà a pagare il distributore e che nessun correttivo è stato sinora concesso da questi ultimi per tenere conto del contingentamento negli accessi alle sale.

Ultimo argomento contrario alla riapertura, la stagione. La primavera, e peggio ancora l’estate, sono bassa stagione, per le sale. Da qui la scelta di molti gestori, che già nel 2020 attesero la fine di agosto per riaprire i battenti dopo il lockdown di primavera e che ora sono in buona parte orientati a ripetere quella scelta, là dove possibile e sostenibile, avanzandosi quantomeno una serie di spese fisse e non facendo rientrare il personale, là dove presente, dalla cassa integrazione.

Questa pare la strada percorsa dalla maggior parte degli operatori, sia quando si tratti di multisale (dal suo sito web la catena Cinelandia annuncia novità in arrivo per le sale di Gallarate e Arosio Brianza, ma tutto tace per quanto riguarda la programmazione di Cuneo e Asti), che di storici cinema a conduzione e tradizione familiare quali, ad esempio, il Vittoria e l'Impero di Bra.

Serrande ancora giù, almeno per il momento, anche a I Portici di Fossano e per i monregalesi Bertola e Baretti, come sono fermi l’Italia di Saluzzo e il Cinemà di Savigliano.

Sempre a Savigliano si appresta invece a riaprire l’Aurora, che da venerdì a domenica proporrà "Nomadland", come anche il Monviso di Cuneo, che riaprirà domani, giovedì 13 maggio, con lo stesso titolo plupremiato agli Oscar. 

Ripresa vicina anche per il Lux di Busca, che domani proporrà "Sorry we missed you" di Kean Loach (rassegna), mentre tra sabato e domenica proietterà "Rifkin’s Festival", l'ultima pellicola di Woody Allen.

Il Cine4 Citiplex di Alba ha invece annunciato la ripresa della programmazione per giovedì 27 maggio (in cartellone "100% Lupo", "The Father", "Crudelia", "Il cattivo poeta" e "Rifkin’s Festival"), mentre il Multilanghe di Dogliani ha inserito nella propria i primi film a partire da venerdì 28 ("Rifkin’s Festival", "Cosa sarà" di Francesco Bruni e "Wonder Woman 1984").

Ezio Massucco

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