E’ salito a 56 – contro i 52 di sette giorni fa – il conto degli albesi entrati nella triste contabilità del Covid-19. A farlo sapere è il Comune, che nel suo consueto aggiornamento rende anche conto di come la capitale delle Langhe conti in questo momento 423 residenti "attualmente positivi" al Coronavirus (il dato è quello della piattaforma accessibile alle amministrazioni locali, mentre sono 437 quelli resi noti dal portale pubblico della Regione: la differenza – si fa sapere dal Municipio – è dovuta al conteggio dei positivi domiciliati in aggiunta a quelli residenti comunicati dal Comune). Di questi, 28 sono in questo momento ricoverati in ospedale, mentre è salito a quota 859 il numero dei guariti: le persone che, da inizio pandemia, hanno contratto il virus per poi negativizzarsi.
“Il numero degli albesi positivi sta crescendo di giorno in giorno e, purtroppo, anche quello dei decessi – commenta il sindaco Carlo Bo -. Sono quattro le vittime in più registrate sul portale Covid in quest’ultima settimana. Tutta l’Amministrazione si unisce al dolore di queste famiglie per la perdita dei loro cari. E’ aumentato, fortunatamente, anche il dato dei guariti, 67 negli ultimi sette giorni. In queste ore l’Asl Cn2 ci ha comunicato che i ricoveri per Coronavirus all’ospedale Ferrero di Verduno sono 123 di cui 11 in terapia intensiva. Le dosi di vaccinazioni somministrate sul territorio sono 24.600”.
Quasi altrettanti i ricoveri nella vicina Bra, il cui Comune riporta i dati aggiornati a ieri sera, giovedì 18 marzo, riferendo di 210 domiciliati attualmente positivi e di 20 ricoverati all’ospedale “Michele e Pietro Ferrero”, di cui uno in in terapia intensiva e quattro in semi-intensiva.
“Anche questa settimana il dato è in crescita – commenta da Bra il primo cittadino Gianni Fogliato –, con un +26% di positivi in città rispetto a sette giorni fa, +77% in 15 giorni. Analizzando le fasce d’età, il 26% dei positivi ha meno di 30 anni, il 46% ha tra i 30 e i 60 anni e il 27% supera i 60. Dati non ottimistici, che si confrontano con il nostro legittimo desiderio di ritorno alla ‘normalità’ e con auspici condivisi, su tutti il rientro in presenza a scuola e la ripresa delle attività economiche e commerciali. Obiettivi a cui tendere, che sicuramente dipendono dalle direttive nazionali e dall’evoluzione della campagna vaccinale, ma anche da noi e dal nostro comportamento. Le forze dell’ordine sono in campo, come sempre, a tutela della corretta applicazione delle disposizioni, supportate dal volontariato cittadino. Ma serve una consapevolezza comune, trasversale all’età, che ci tocca tutti e che è nostro compito far comprendere anche ai più giovani. Siamo in zona rossa: ribadisco l’obbligo e la raccomandazione a osservare scrupolosamente le misure anti-contagio e a limitare il più possibile le uscite non strettamente necessarie. Solo insieme possiamo costruire le premesse per il domani che tutti desideriamo”.