Attualità - 26 febbraio 2021, 12:53

A Verduno "solo" 32 pazienti Covid, ma preoccupa l’incremento dei contagi

Nella parole del direttore dell'Asl Cn2 Massimo Veglio il timore per le ripercussioni che un'eventuale terza ondata potrebbe avere sulla campagna vaccinale. Già 1.200 gli over 80 che hanno ricevuto la prima dose. Nella prossima settimana somministrazioni anche a Canale, Santo Stefano Belbo e Cortemilia

Massimo Veglio, direttore generale dell'Asl Cn2 (Foto Barbara Guazzone)

I valori sono quelli di inizio ottobre: 32 pazienti in tutto (a ieri sera, giovedì 25 febbraio), una decina in meno dei 41 che l’Asl Cn2 aveva conteggiato solamente martedì e meno della metà dei 68 che a Verduno che si registravano ancora un mese fa, il 25 gennaio.
Sembrerebbero dati confortanti, quelli relativi ai ricoveri Covid segnalati in questo momento nel nuovo ospedale di Alba e Bra (156 quelli non Covid, contro i 172 di trenta giorni addietro), mentre in tutto il Piemonte ormai da giorni il bollettino quotidiano diffuso dall’Unità di Crisi della Regione riferisce di un costante incremento dei ricoveri, tornati a lambire la soglia di allarme del 30% per le terapie intensive (siamo al 26, con 162 pazienti e un incremento giornaliero del 6,6%, alla data di ieri), mentre sono attestati al 33% del totale nella cosiddetta area non critica (1.909 pazienti in tutta la regione).

Un quadro che si collega all’incremento dell’indice Rt che, risalito sopra quota 1 a livello regionale, si appresta a condannare il Piemonte al quasi certo ritorno in zona arancione che verrà formalizzato nella giornata di oggi (venerdì), per divenire effettivo da lunedì 1° marzo.  

A spegnare qualsivoglia entusiasmo (e a prevenire facilmente immaginabili proteste), per una situazione che tra Langhe e Roero sembra meno critica che altrove, è il massimo responsabile della sanità locale, il direttore generale dell’Asl Cn2 Massimo Veglio.
"E’ così – spiega –, in questa settimana a Verduno i ricoveri sono ancora scesi di qualche unità, con tre pazienti in rianimazione, e siamo ben lontani dai valori di picco della prima e seconda ondata, quando in ospedale arrivammo a ospitare un centinaio di pazienti. Quello che però preoccupa, in questo momento, è il forte incremento dei contagi che registriamo anche qui. Come sappiamo ormai bene, questo dato tra qualche giorno si tradurrà in una crescita nel numero di persone che avranno presto bisogno di cure ospedaliere".

Una previsione che, spiega ancora il direttore generale, non appena si verificasse rappresenterebbe un problema non soltanto perché uno scenario simile comporterebbe una nuova interruzione nell’erogazione delle prestazione ordinarie, riprese solamente da fine gennaio. Ma anche perché questa volta rischia di incidere anche sul proseguimento della campagna vaccinale.  
"Purtroppo sì. Rimango dell’opinione che in questa fase sarebbe opportuna una piccola chiusura. La sola zona arancione purtroppo serve a poco, considerato che, a rischio di generalizzare, gli atteggiamenti delle persone non sono evidentemente quelli necessari in una situazione come questa. Lo vediamo tutti i giorni: in pochi rispettano le limitazioni e nessuno controlla. Il risultato è quello che vediamo. Col rischio che, se dovessimo tornare a ricoverare un numero ingente di persone, ne risentirebbe anche la campagna di vaccinazione, cui è dedicato e dovrà essere dedicato un numero sempre più alto di addetti. Solo che il personale a nostra disposizione, come già detto più volte, non è sufficiente a fare tutto".

Intanto le somministrazioni dei farmaci anti Covid in corso nello stesso ospedale e presso le case della salute di Alba e Bra proseguono. Allo scorso 23 febbraio l’Asl aveva erogato 11.209 dosi dei farmaci Pfizer-BioNTech e AstraZeneca, 6.180 prime dosi e 5.029 seconde.
"La campagna procede – spiega a proposito il dottor Veglio – e la macchina funziona molto bene, al momento. Attualmente facciamo circa 500 vaccinazioni al giorno e potremmo tranquillamente già aumentarle anche di molto, volendo. Il problema, come noto, riguarda le forniture, perché purtroppo non riceviamo 3.500 dosi a settimana. Ne otteniamo quantitativi molto variabili e nemmeno sappiamo quanti vaccini avremo a disposizione nella prossima settimana, per intendersi".

Avviata domenica, la fase della campagna che coinvolte gli ultra80enni a ieri sera (giovedì) aveva già interessato 1.200 persone, a fronte dei 9.739 che hanno finora dato la propria adesione. Le somministrazioni si tengono nelle due sedi del "San Lazzaro" di Alba e "Santo Spirito" di Bra, ma nella prossima settimana si estenderanno anche alle sedi di distretto di Canale, Santo Stefano Belbo e Cortemilia.

In ospedale avanzano nel frattempo le operazioni riguardanti gli operatori della scuola, dove per la nostra Asl le adesioni sono state finora 2.590. E intanto si effettuano le ultime somministrazioni al personale sanitario, mentre sono state sbrigate in pochi giorni quelle riguardanti le forze dell’ordine.

Ezio Massucco