Procede con risultati rassicuranti l’azione con la quale l’Asl Cn2 punta a recuperare i ritardi che la seconda ondata della pandemia ha provocato nell’erogazione delle prestazioni ordinarie: visite, esami e controlli non urgenti, già prenotati dagli utenti, ma che erano stati congelati a causa del provvedimento emesso dal Dirmei lo scorso 29 ottobre.
La riapertura è arrivata il 25 gennaio da parte della stessa direzione regionale. Da allora le singole Asl si sono attivate per riaprire i numerosi ambulatori chiusi per dirottarne il personale nei reparti Covid e nei numerosi servizi, a partire da quelli territoriali, collegati alla gestione dell’emergenza, così da recuperare un gap che nel caso dell’azienda sanitaria di Alba e Bra allora assommava un totale di 2.260 prestazioni non evase, ma che nel giro di poche settimane si è già ridotto alle 1.176 ancora da effettuare alla data di ieri, mercoledì 17 febbraio.
"Bisogna premettere – ci spiega il dottor Andrea Pedussia, responsabile del servizio di accettazione ospedaliera e front office, ufficio che tra le altre cose si occupa del monitoraggio dei tempi d’attesa sui servizi erogati dall’Asl – che durante tutto il periodo del fermo i nostri servizi hanno continuato a effettuare tutte le prestazioni urgenti, quelle contraddistinte da codici di priorità U e B, mentre quelle congelate erano quelle che medici di famiglia o specialisti avevano invece prescritto con le classi B e P. E in realtà nemmeno tutte, visto che su un numero considerevole di servizi si è tentato di garantire una continuità, cosa che durante la prima fase dell’emergenza sanitaria non si era riuscito a fare. Questo ha fatto sì che il ritardo sulle prestazioni prenotate sia stato alla fine contenuto in un numero decisamente lontano dalle quasi 25mila che avevano costituito l’analogo fardello accumulato dopo l’emergenza di primavera".
Mentre il personale medico e infermieristico utilizzato nei reparti Covid e nelle attività di prevenzione e territoriali collegate alla pandemia è ora in buona parte riallocato nei servizi di origine, l’Asl ha iniziato a contattare le persone le cui prenotazioni erano state sospese.
"Altre aziende sanitarie lo hanno fatto tramite i servizi di messaggistica del Centro Unico di Prenotazioni della Regione – spiega ancora Pedussia –. Noi, che in quel sistema siamo entrati solamente a metà dicembre, abbiamo deciso di organizzarci autonomamente e di contattare gli utenti uno ad uno, anche per poter verificare direttamente se le loro necessità si erano modificate col tempo. Così facendo abbiamo ricostruito le agende dei servizi sospesi e siamo ripartiti con le attività di quasi tutti i laboratori, alcuni dei quali hanno già colmato l’intero ritardo. Mano a mano stiamo riaprendo tutte le prenotazioni ordinarie, per cui, prescrizione alla mano, si può procedere come avveniva prima di novembre o prima della pandemia. Con l’unica differenza che, oltre a poterlo fare in ospedale, nei centri prenotazione di Alba e Bra e presso le nostre diverse sedi territoriali (Canale, Santo Stefano Belbo, Cortemilia, Cherasco, Magliano Alfieri, Neive, Sommariva del Bosco), ora è possibile procedere anche chiamando il numero verde del Cup regionale (800.000.500) o utilizzando la 'app' (si chiama "Cup Piemonte") a questo collegata".
Entrando nel merito degli specifici servizi, il responsabile dell’Asl spiega che la cardiologia, la gastroenterologia e le visite ginecologiche sono le specialità sulle quali il recupero del ritardo è praticamente compiuto.
Ci vorrà invece ancora qualche giorno per mettersi al pari nell’effettuazione degli eco-doppler a servizio di diverse specialità mediche e chirurgiche ("Ne abbiamo già recuperati parecchi, ma ne rimangono ancora un centinaio, distribuiti su diversi ambulatori tra Verduno, Alba e Bra. I tempi non saranno comunque lunghi"), nelle visite ortopediche ("A breve i relativi ambulatori di Alba e Bra verranno riaperti, e quindi riprenderanno a pieno regime. Anche qui parliamo di un centinaio di prestazioni"). Poi la reumatologia, i controlli di neurologia e, ancora, le visite pneumologiche (una cinquantina gli esami in arretrato), il cui personale, per evidenti ragioni, era stato tra i primi a venire dirottato nelle attività di contrasto al Covid.
Infine le visite medico-sportive, la cui sospensione è legata alle cautele necessarie nel sottoporre i pazienti all’effettuazione della spirometria. Queste riprenderanno dal prossimo 1° marzo con un arretrato di circa 350 prenotazioni.
"Buona parte di questo elenco riguarda attività di controllo o prime visite che non hanno carattere di urgenza – conclude Andrea Pedussia –. L’emergenza sanitaria collegata al diffondersi della pandemia ha purtroppo causato un forte rallentamento quando non il fermo di molte attività, con effetti conseguenti sulle liste di attese, ma il nostro impegno va nella direzione di tornare quanto prima alla normalità".




