Lo scorso novembre il Consiglio comunale di Alba aveva approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dal consigliere Rosanna Martini a nome di Uniti per Alba, dove veniva richiesta la riattivazione della linea ferroviaria Alba-Asti, per la difesa del tratto ferrato e del trasporto pubblico. Con l’approvazione dell’ordine del giorno, di fatto Piazza Duomo aveva respinto la proposta di costruire una pista ciclabile sul territorio Unesco, avanzata dal presidente della Regione Alberto Cirio e dall’assessore regionale ai trasporti Marco Gabusi.
Il 30 dicembre 2020 l’Amministrazione comunale di Serralunga d’Alba ha in sostanza fatto suo l’ordine del giorno albese, portandolo a votazione e approvandolo all’unanimità. Sull’estratto agli atti del Consiglio infatti si legge: "Facendo seguito a quanto già a suo tempo deciso dalla Giunta Regionale, con delibera del 20 ottobre 2017, il comune di Serralunga, cuore della zona del Barolo e del Cinquecentesimo sito Unesco, ha voluto far sentire la propria voce circa la necessità di riaprire quanto prima la tratta ferroviaria attualmente sospesa".
La tratta ferroviaria, si legge nel verbale, permetterebbe di collegare tutto il territorio Unesco, nonché il Piemonte sud orientale, con la Lombardia, la Liguria e l’Emilia Romagna, offrendo mobilità sicura e sostenibile.
Quasi contemporaneamente però, la Giunta regionale e la sua maggioranza di centro-destra, esprimevano parere sfavorevole e voto contrario all’ordine del giorno 404 sul “Ripristino delle corse ferroviarie sospese”, presentato dal consigliere Maurizio Marello (PD).
“Sebbene proprio in questi giorni in Regione sia stato deciso, al momento, di non intervenire sulle tratte ferroviarie attualmente sospese – spiega il Sindaco Sergio Moscone –, nel suo piccolo Serralunga ha fatto proprio, nel suo ultimo Consiglio Comunale del 30 dicembre, quanto votato all'unanimità dalla città di Alba lo scorso novembre, in segno di solidarietà con quanto auspicato e deliberato”.
La curiosità che però fa e riflettere è che il comune di Serralunga d’Alba non è interessato direttamente dal passaggio della linea o delle linee ferroviarie sospese e messe in discussione.
“Lungi dall'essere contrari alle piste ciclabili o similari – prosegue Moscone –, si vuole far riflettere sulla necessità di non abbandonare le tratte ferroviarie storiche. Piste ciclabili e tratte ferroviarie non sono in concorrenza tra loro, ma sono sempre complementari e unite: basta vedere il modello svizzero o del Trentino Alto Adige che si potrebbe benissimo adottare anche da noi.
Il sottoscritto, in quanto geografo (n.d.r. Dottorato di ricerca in Geografia Umana a Genova, già professore a contratto presso la medesima Università, dipartimento di Lingue, docente ordinario di Geografia generale ed economica, Geografia del turismo all'Istituto Einaudi di Alba), non intende essere frainteso, né considerato chissà quale 'nemico' di chi attualmente guida la nostra Regione in questo difficilissimo momento, ma vuole solamente invitare tutti a riflettere ancora, utilizzando il semplice buon senso, in funzione del nostro stupendo e unico territorio di cui orgogliosamente anche Serralunga fa parte”.





