Domani è la festa del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che coincide con il giorno in cui si celebra la loro protettrice, Santa Barbara, il 4 dicembre.
Non ci sarà la consueta festa presso il comando provinciale di corso De Gasperi, con il saggio dimostrativo e il pranzo con il personale in pensione. Sarà, infatti, una cerimonia condizionata dall'emergenza sanitaria, limitata alla deposizione della corona ai caduti e alla messa, presenti solo il Prefetto e le autorità civili e militari.
Per i vigili del fuoco il 4 dicembre è anche un momento di bilancio. Ed è proprio di bilanci che abbiamo parlato con il comandante provinciale Vincenzo Bennardo.
Un 2020 particolare anche per il Corpo. Che a Cuneo ha avuto una particolarità in più, perché è stato contrassegnato da una profonda ristrutturazione interna. Con importanti novità: una sala operativa nuova, dotata di tecnologie di altissimo livello.
Non solo, nella riorganizzazione interna Bennardo ha creato un nucleo specializzato, esattamente come quelli del SAF (speleo alpiuno fluviale) o dell'NBCR (nucleare - biologico - chimico - radiologico), che si occupa solo della sala operativa. Dieci vigili del fuoco formati per la miglior gestione possibile delle chiamate perché, come spiega lo stesso comandante, "saper interpretare al meglio le richieste e capire lo scenario di intervento è fondamentale e spesso è il 50% dell'intervento stesso."
Nel video è il comandante stesso a spiegarci la nuova sala operativa.
Il 2020 è stato contrassegnato, dal punto di vista degli interventi, da meno incidenti, anche per il lockdown, ma molto gravi. Su tutti ricorda quello di Castelmagno, in cui morirono cinque ragazzi, ad agosto. "Dal punto di vista umano ed emotivo è stato molto impegnativo, soprattutto per i vigili che soino intervenuti".
Poi l'intervento per i due ragazzi morti nel silos a Cavallermaggiore, tante ricerche dispersi in montagna e non solo, numerosi soccorsi persona e, infine, l'emergenza maltempo di inizio ottobre, dove è entrata in funzione, per la prima volta, proprio la nuova sala operativa.
In quei giorni, come da foto allegate, le chiamate in arrivo erano tantissime, così come gli interventi da gestire e organizzare, in base alla gravità e alle squadre disponibili. "Dal pomeriggio del 2 ottobre, per i quindici giorni successivi, abbiamo lavorato con una grande pressione. Siamo stati supportati da oltre cento operatori provenienti da fuori provincia e anche da fuori regione. Abbiamo impiegato due elicotteri, di cui uno in arrivo da Bologna. Questa è la nostra forza: siamo un corpo nazionale e possiamo contare su un'organizzazione di vasta scala".
Bennardo ricorda i principali scenari di intervento in quelle giornate: il recupero di numerosi margari bloccati in zone inaccessibili, quello di un gruppo di scout e, infine, le oltre 80 persone riportate in Italia da Vievola e Tenda. "Avevamo una lista di 80 persone disperse. Abbiamo agito con grande tempestività, dimostrando che siamo un grande Stato e un grande Corpo. Dall'altra parte, in Francia, c'era una gran confusione. Noi ci siamo organizzati in fretta, siamo andati a prendere le persone e le abbiamo portate a Limone. Ma non solo: da lì abbiamo organizzato dei pullman e li abbiamo portati in caserma a Cuneo; qualcuno lo abbiamo accompagnato a casa, altri in albergo. A tutti abbiamo dato qualcosa di caldo e li abbiamo confortati e rassiucurati. Ricevendone, in cambio, una gratitudine immensa e anche il riconoscimento della nostra professionalità e umanità. Cose che ti ripagano di tutto, anche dell'immensa fatica di quelle settimane".






