Non ci sono solamente i disagi annunciati sulla già sofferente viabilità locale per i 30 mesi di cantiere che saranno necessari alla realizzazione del solo tronco B (quello che va dalla tangenziale albese al confine tra Roddi e Verduno) tra le preoccupazioni delle amministrazioni del territorio in merito al quadro che il ministro alle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli ha tracciato lunedì circa il completamento dell’autostrada Asti-Cuneo.
I Comuni che sono riusciti a partecipare al confronto in video col ministro (non invitata, Alba vi si è infilata in extremis, mentre il sindaco di Verduno Marta Giovannini lamenta la mancata considerazione riservata al suo Comune, tra quelli attraversati dal tracciato) hanno infatti accolto con condivisibile apprensione il tono attendista col quale lo stesso esponente del Governo Conte ha assicurato il proprio impegno per garantire la gratuità dell’accesso autostradale al nuovo ospedale unico.
E medesima incertezza ha riguardato lo spinoso tema delle opere di compensazione. Quegli oltre 100 milioni di euro di infrastrutture stradali che nell’aprile 2012 il concessionario promise al territorio in cambio del consenso a invertire l’ordine di realizzazione dei lotti albesi ancora mancanti, il 2.5 di Alba e il 2.6 Roddi-Cherasco. Assenso che, vista l’evoluzione dell’intera vicenda, ormai suona come una definitiva rinuncia a vedere mai realizzato l’ultimo tassello dell’A33, con la contestuale concessione al suo percorso della tangenziale realizzata dalla Provincia quarant’anni or sono.
In quell’elenco di lavori – ora ribattezzato "opere di accompagnamento" – rientravano come noto realizzazioni quali il terzo ponte e la cosiddetta "corda molle" albese. Ma anche la sistemazione della stessa tangenziale, intervento che in qualche modo andrà comunque realizzato in vista della sua futura interconnessione al tronco B dell’A33.
Proprio su quest’ultimo punto si inserisce la prima richiesta albese al concessionario, nell’attesa di tornare a parlare dell’intero pacchetto accessorio in occasione della Conferenza dei Servizi che dovrà approvare il nuovo progetto del tronco A, come annunciato lunedì dal governatore Cirio.
“Al ministro abbiamo chiesto che venga attivato un tavolo di lavoro per la gestione della viabilità durante il cantiere col concessionario che, in questo caso, è anche impresa costruttrice", spiegava sempre lunedì l’assessore comunale ai Lavori pubblici Massimo Reggio, che ora aggiunge: "Prima di allora per Alba e per tutto il territorio rimane aperto il tema della sistemazione della tangenziale, le cui quattro corsie da tempo versano in condizioni pessime, percorse quotidianamente da un numero elevatissimo di veicoli e mezzi pesanti. Una mole di traffico che col tempo ne ha pesantemente danneggiato il manto, al punto che oggi il tratto ha urgente necessità di interventi di sistemazione sugli asfalti e sulle barriere".
Come noto la tratta è ad oggi di competenza della Provincia, che negli anni è stata però privata delle risorse necessarie a garantire in modo puntuale le necessarie manutenzioni a una rete stradale tra le più estese d’Italia. Logico che, mentre sulla sua sistemazione si attendevano gli sviluppi del completamento autostradale, Cuneo abbia finito per rimandare ogni intervento per la sua manutenzione straordinaria, dedicando le risorse disponibili ad altre urgenze.
Da qui l’istanza che l’Amministrazione guidata dal sindaco Carlo Bo intende avanzare al concessionario. "La Provincia – spiega il primo cittadino – opera con grande difficoltà in un contesto nel quale è stata privata delle risorse necessarie a far fronte alle proprie competenze. Ma per quanto riguarda la nostra tangenziale ora non è più possibile procrastinare oltre, e i trenta mesi di lavori annunciati per mettere in piedi il solo tronco B dell’Asti-Cuneo appaiono un termine troppo lungo da attendere prima di una sua sistemazione. Da qui la nostra richiesta affinché i lavori del tronco B partano dall’adeguamento di questa fondamentale tratta, con la posa di un nuovo manto di copertura e dei guardrail oggi mancanti".
La speranza è quindi che, prima ancora di discutere quali opere accessorie dovranno accompagnare il completamento dell’A33, il Gruppo Gavio si faccia parte diligente realizzando il primo possibile un intervento che la capitale delle Langhe e tutto il suo territorio attendono con pazienza da troppi anni.






