Curiosità - 04 settembre 2020, 11:15

Bra, esposta una replica in scala dell'antico castello scomparso, riportato alla luce dagli studi di Fra Luca Isella

Iniziativa nell'ambito della mostra "Bra 900 anni di storia", allestita a Palazzo Mathis e visitabile ad ingresso gratuito dall'8 settembre al 4 ottobre

Bra, esposta una replica in scala dell'antico castello scomparso, riportato alla luce dagli studi di Fra Luca Isella

Lo sapevate che il vero simbolo di Bra non era la Zizzola, ma un castello?

A riscrivere una delle più sensazionali pagine della storia cittadina è Pier Giorgio Isella, frate cappuccino che ha 76 anni e una grande passione per la ricerca e l’archeologia.

Il sacerdote torinese, conosciuto come Fra Luca, risiede nel Convento di S. Maria degli Angeli a Bra ed è già stato autore di sorprendenti scoperte come la tomba di Filippo d’Agliè e la Bastita di Torino.

La sua ultima crociata è stata quella di riportare alla luce un leggendario castello medievale in perfetta alchimia con un’Arciconfraternita religiosa ultracentenaria. Insomma, puro Indiana Jones in un contesto iconografico poco lontano dalla Zizzola: il monte Guglielmo e la chiesa di San Giovanni Battista Decollato.

Entriamo in modalità Superquark e proviamo a capirne qualcosa in più.

Spiega Fra Luca: "Partendo dal dipinto di Santa Barbara, risalente al 1662, conservato nella Chiesa dei Battuti Neri e situato dove un tempo c’era il pulpito, si può ammirare lo skyline di Bra aggiornato ai primi cinque anni di vita dell’Arciconfraternita che, prima di avere una sede propria e definitiva, fu ospite del rettore di S. Antonino e poi nella chiesa di S. Maria all’interno del vecchio castello. Dal profilo di questo prezioso documento, riemergono monumenti e architetture cancellati dal tempo, ma non dalla storia, come l’antico castrum braidae, formato da tre torri, di cui una non visibile dalla prospettiva occidentale e dai resti delle mura, che insieme narrano un illustre passato. Intorno all’anno 1000, i Brayda, una famiglia gemmazione dei Marchesi aleramici di Busca, ricevette in feudo dall’Imperatore il territorio di Bra, da cui prenderanno appunto il nome. Inizialmente erano legati ad Alba, poi ad Asti e alla fine dell’XI secolo erigono il castello attorno al quale nasce la Bra medievale, successivamente murata, l’antico borgo di Santa Maria a cui si aggiungeranno altri borghi dove sorgevano le primitive chiese di S. Andrea, S. Antonino e S. Giovanni. La stella dei Brayda brillò fino al XIII secolo".

Ma quali sono i riscontri a conferma di queste scoperte? "Nel dipinto si vede Bra che nasce in alto come borgo di Santa Maria con il castello che troneggia sui bricchi che calano verso Fey. Esso sorgeva sul monte Guglielmo a 200 metri dalla futura Zizzola e comprendeva al suo interno la chiesa di S. Maria. Scendendo con lo sguardo, troviamo la torre civica che svettava dal nostro secondo convento ubicato dove oggi c’è l’ex scuola media Craveri. Quindi, troviamo il campanile dell’antica chiesa di San Giovanni, quella di Sant’Antonino e quello di S. Andrea fuori le mura. Infine, si osserva il campanile della chiesa dei Battuti Neri ancora sprovvisto del sopralzo di abbellimento aggiunto dal Boetto. Essa sorgeva dove un tempo era edificata una cappellina che la popolazione braidese aveva dedicato a S. Barbara, tutrice dagli incendi e che dal XIV secolo aveva il suo da fare, visto che gli eventi naturali come i fulmini e le armi da fuoco potevano devastare le abitazioni in gran parte costruite con legno e paglia. S. Barbara lascia il posto a San Giovanni Decollato nell’epoca dell’urbanizzazione in cui Bra cresce. Resterà una cappella votiva in onore della santa all’interno della nuova chiesa dei Battuti Neri".

Insomma, per Fra Luca un’anima da Allan Quatermain nutrita di sicure fonti storiche. "Oggi il castello non esiste più, ma è possibile ammirarlo in documenti antichi come il Codex Astensis e sono ancora presenti alcune tracce. Dopo la sua distruzione, avvenuta nel 1515 ad opera delle truppe francesi di Carlo duca di Borbone, tutta l’area del castello è stata occupata dal convento dei Frati Cappuccini demolito agli inizi dell’Ottocento dall’abate zoppo Valfrè che voleva farci una vigna. Oggi, percorrendo via Bonino e guardando in cima alla collina, si nota un fabbricato. Anche se da 200 anni è proprietà privata, questo edificio è un pezzo dell’ala settecentesca di quel convento e le fondamenta coincidono con quelle di un lato del castello. Verso l’interno sono ancora presenti gli archi del chiostro. Lavorando sulla pianta settecentesca del convento e avendo la scala per poterla verificare sulle mappe catastali del Comune - rigorosamente precise - ho potuto ricostruire la pianta del maniero. Essa, vista in proiezione, al di là dei particolari stilistici di mero abbellimento, è la riproduzione del disegno medioevale del castello registrato nel 1300 sul Codex Astensis".

Dovete anche sapere che esiste una perfetta replica del castello, nata grazie al progetto e ai disegni di Fra Luca Isella. Il manufatto ligneo, opera di Domenico Cavallero, si potrà ammirare dall'8 settembre al 4 ottobre, nell'ambito della mostra "Bra 900 anni di storia", allestita a Palazzo Mathis e visitabile ad ingresso gratuito, dal giovedì alla domenica, dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.

Si tratta di un modello in scala dell'immagine idealizzata della miniatura dall'architetto Giovannino de Grassi sul colle di Bra, nel secolo XIV. Mistero risolto!

Silvia Gullino

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