Attualità - 04 settembre 2020, 15:41

Vaccino contro l'influenza: la campagna 2020 anticipata alla seconda metà di ottobre

Il Piemonte attende l’arrivo di 1,1 milioni di dosi, un terzo in più che negli scorsi anni, e amplia la platea di quanti potranno riceverlo gratuitamente. L’appello delle Asl cuneesi: "Sottoporvisi fondamentale anche per evitare sovrapposizioni col Covid"

Un milione e 100mila dosi, 350mila in più che nello scorso anno. Sono gli ordinativi coi quali, come comunicato nelle scorse settimane dall'assessore Luigi Icardi, la Regione Piemonte si sta preparando alla prossima campagna di vaccinazioni contro l’influenza stagionale.

Un passaggio che annualmente vede le Asl mobilitate nella diffusione di una pratica di prevenzione di fondamentale importanza soprattutto per anziani e soggetti fragili. Ma che quest’anno assumerà un rilievo ancora maggiore, data la necessità di ridurre al massimo la possibile sovrapposizione tra l’annuale ondata dell’influenza stagionale e il perdurare dell’emergenza legata al Covid-19.

E’ per questa ragione che anche in Piemonte si punta ad anticipare l’erogazione del vaccino, oltre che ad allargarne la platea dei beneficiari. Se sotto quest’ultimo fronte si registra l’abbassamento (da 65 a 60 anni) dell’età oltre alla quale la sua somministrazione verrà assicurata gratuitamente, le ultime indicazioni in arrivo da Torino con riguardo ai tempi parlano di un avvio della campagna attesa per la seconda metà di ottobre, in anticipo quindi di alcune settimane rispetto alle abituali tempistiche di erogazione.

"Di più non è possibile fare per ragioni che attengono produzione del medicinale. Ci sono tempi tecnici sotto ai quali non è possibile andare – spiega da Alba il dottor Massimo Veglio, direttore generale dell’Asl Cn2 -. A maggior ragione sarà fondamentale che questa opportunità venga raccolta dal numero più ampio di persone, a partire dagli anziani, oltre che naturalmente da malati cronici e da quanti, perché affetti da particolari patologie, presentino un sistema immunitario già debilitato".

"L’esigenza – ribadisce da Cuneo il dottor Domenico Montù, responsabile del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl Cn1 – è ovviamente quella di evitare quanto più possibile che l’influenza stagionale possa sovrapporsi a una diffusione del Covid-19 che, dopo la ripresa di queste settimane legata ai rientri dalle ferie estive, potrebbe avere un’ulteriore risalita con l’imminente ripartenza delle scuole. Con tutta probabilità la circolazione delle due infezioni finirà infatti per coesistere, con sintomi che, soprattutto nella prima fase della malattia, sono fortemente sovrapponibili".

"Meno gente farà l’influenza stagionale – prosegue il dottor Montù –, più facile sarà fare una diagnosi differenziale tra pazienti affetti dalle diverse infezioni e intervenire quindi in modo diverso a seconda dei casi, col necessario tempismo ed evitando al contempo che il sistema degli ospedali torni in sofferenza".

Nell’attesa che la Regione definisca i dettagli della nuova campagna è possibile anticipare che, con tutta probabilità, i canali di distribuzione rimarranno quelli già rodati negli anni dalle aziende sanitarie, per cui i pazienti che secondo le indicazioni dell’Assessorato avranno accesso gratuito alla sua somministrazione dovranno fare riferimento al proprio medico di famiglia o al pediatra di libera scelta per quanto riguarda i bambini.

E sull’opportunità di sottoporre al vaccino anche i più piccoli? "A meno dei casi citati, e cioè soggetti affetti da particolari patologie, non ci sono indicazioni particolari in questa direzione", spiega ancora il dottor Veglio, che al di fuori da questa particolare categoria invita anche i soggetti non compresi tra i destinatari della misura regionale a valutarne favorevolmente la possibilità di vaccinarsi, anche in ragione di un costo del farmaco in farmacia davvero alla portata di tutti.

Ezio Massucco

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