"E' in corso un monitoraggio molto attento dei flussi e dei carichi di passeggeri che inducono a una nuove considerazioni rispetto ai servizi ferroviari e l'ipotesi di una riapertura delle linee è prevista per settembre, quando l'utenza tornerà a valori utili per il mantenimento del servizio": questa la risposta che l'assessore regionale Gabusi aveva dato al comunicato stampa diramato dal PD Cuneo lo scorso 17 giugno, incentrato sulla richiesta di riapertura delle tratte Cavallermaggiore-Bra e Savigliano-Saluzzo.
Ma nel calendario ufficiale delle corse in partenza dal 9 settembre prossimo, le tratte in questione non compaiono.
"Cuneo perde il primo e l'ultimo collegamento con il Capoluogo di Regione, Fossano il primo e l'ultimo (nel week end) SFM per Torino, Mondovì e Ceva vedranno cancellati il primo e l'ultimo treno per Fossano, Bra non vedrà la reintroduzione del primo e dell'ultimo treno che la collega con Torino e la linea Fossano - San Giuseppe di Cairo perde 1 coppia di treni il sabato e 3 coppie la domenica" si legge nel nuovo comunicato del PD Cuneo. "Sono settimane che i Sindaci delle suddette città stanno chiedendo alla Regione Piemonte cosa intende fare, settimane che la famiglie piemontesi cercano risposte per capire come organizzarsi per mandare a scuola i propri figli, settimane che i lavoratori pendolari vivono i disagi di questi tagli e aspettano un ritorno al normale servizio di trasporto ferroviario".
"L'atteggiamento dell'Assessore Gabusi di subordinare l'apertura delle linee chiuse durante il lockdown al raggiungimento di una "utenza utile al ripristino del servizio" ci sembra molto vago poichè non c'è utenza senza servizio e continuando a mantenere chiuse le linee si costringe la popolazione ad aggiustarsi con mezzi privati, più inquinanti e più pericolosi. Per invogliare le persone a spostarsi in treno bisogna aprire le linee, curare e studiare come migliorare il servizio e rendere la vita più facile ai pendolari. Solo così si arriverà ad avere un incremento dell'utenza, non di certo tenendo chiuse le linee e riducendo il numero di treni".
"Ribadiamo inoltre che in questo periodo di emergenza sanitaria la pianificazione del trasporto ferroviario riveste un ruolo chiave nel contenimento della pandemia e questo compito è demandato alla Regione. Non incrementare il servizio ferroviario e tenere chiuse linee che collegano importanti poli scolastici, con l'apertura delle scuole, rischia di favorire la formazione di assembramenti e l'insorgere di criticità durante gli spostamenti degli studenti".
Il PD Cuneo torna quindi a chiedere la riapertura delle linee e il ritorno al numero di treni pre-emergenza: "Invitiamo inoltre l'Assessore ai Trasporti a non valutare solo l'aspetto di sostenibilità economica di una linea perché il trasporto pubblico ha un risvolto sociale chiave e deve essere organizzato in modo tale da garantire il soddisfacimento delle esigenze di ordine collettivo e nel rispetto dei principi di continuità a qualità gestionale".





