Attualità - 01 settembre 2020, 13:16

Lezioni in presenza per tutti all’Enologica e nelle sedi di Grinzane e Fossano. Didattica integrata all’Agraria di Verzuolo

Con le sue quattro sedi e oltre mille allievi l’Istituto Superiore "Umberto I" di Alba è uno dei più grandi e affollati della provincia. Ecco come si è preparato al ritorno in classe del 14 settembre

La storica sede della Scuola Enologica di Alba

La storica sede della Scuola Enologica di Alba

E’ un lavoro su fronti anche lontani tra loro quello che la preside dell’Istituto "Umberto I" di Alba Antonella Germini sta finalizzando in questi giorni insieme ai suoi collaboratori per consentire una ripartenza delle lezioni in sicurezza nello storico complesso della Scuola Enologica di Alba e nelle sezioni associate che l’istituto conta tra Grinzane Cavour, Fossano e Verzuolo.

"Il nostro obiettivo – spiega la dirigente - era ovviamente quello di ricominciare con lezioni in presenza per tutti gli allievi e per tutto il tempo possibile. Ancora ieri abbiamo tenuto un nuovo incontro col responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione dell’istituto e stiamo finendo di predisporre il regolamento interno che conterrà le misure di prevenzione della scuola aggiornate alle ultime indicazioni giunte in materia a livello nazionale. Ebbene, possiamo dire che, per quanto riguarda le sedi di Alba, Grinzane e anche Fossano siamo vicini a raggiungere quell’obiettivo".

In questi mesi l'istituto ha lavorato sulla riorganizzazione degli spazi, il distanziamento dei banchi e sulla definizione di specifici percorsi di ingresso e di uscita. "Ad Alba e a Grinzane – prosegue la dirigente – gli spazi ci consentono di ripartire senza l’obbligo della mascherina durante le lezioni, perlomeno nelle situazioni di ’permanenza statica’, quando l’allievo è al proprio banco, mentre dovrà indossarla negli spostamenti interni all’aula o negli spazi comuni. Salvo circostanze particolari o emergenze, le attività non in presenza verranno quindi limitate ad alcune specificità, per le quali abbiamo messo a frutto l’esperienza di didattica a distanza fatta durante il lockdown, in questi casi valutando che fosse opportuno non costringere i ragazzi a venire a scuola".

Situazione simile nel plesso di Fossano, dove la preside non ravvisa particolari difficoltà, se si esclude una classe un po’ più numerosa, e che quindi non potrà rimanere nell’aula di sempre. "Ma abbiamo già individuato un’altra destinazione, in un locale più capiente", tranquillizza la preside.

Diverso il contesto all’Agrario di Verzuolo (indirizzo frutticolo e olivicolo), dove a fronte di un elevato numero di allievi (sono circa 300, contro i 450 di Alba, i 200 di Grinzane e i 90 circa di Fossano) l’istituto deve fare i conti con aule piccole e una sede che nel complesso non dispone degli spazi necessari a consentire a tutti il necessario distanziamento.
"Purtroppo qui la situazione è questa – riprende Germini –. Non possiamo dire che in questi mesi la Provincia, proprietaria dell’edificio, non si sia data da fare per venire incontro alle nostre esigenze, ma nel caso di Verzuolo servirebbero interventi ben più importanti, impossibili a realizzarsi in poco tempo. Per questo abbiamo messo a punto un piano di didattica integrata e dovremmo predisporre un’alternanza tra chi quotidianamente potrà venire a scuola e chi invece dovrà rimanere a casa, raggiunto dalle lezioni a distanza".
 
Le misure di sicurezza adottate per le lezioni riguarderanno ovviamente anche le diverse attività che l’istituto svolge nelle sue aziende agrarie, come le operazioni di vendemmia, pronte a partire nei diversi ettari di vigneti di proprietà della scuola enologica. "Per fortuna sono all’aperto, ma anche qui varrà l’obbligo di indossare la mascherina, là dove non si possa mantenere le opportune distanze".

E in caso di eventuali positività ravvisate a scuola? E’ solo di ieri il caso di una scuola di Verbania aperta per i corsi di recupero e immediatamente chiusa per un caso Covid. "Qui la norma è univoca – spiega la preside –. L’ultimo documento emanato dall’Istituto Superiore di Sanità prescrive che se c’è un caso accertato all’interno della scuola l’istituto debba procedere con una sanificazione straordinaria dei locali che la persona può aver frequentato. Un fatto che potrebbe anche portare a una breve interruzione temporanea delle lezioni".

"Nell’ipotesi di una persona che presenti sintomi sospetti all’interno della scuola è invece previsto che questa venga condotta e isolata in uno spazio ad hoc, da noi già previsto, dove la famiglia potrà prelevarlo. Sarà cura e responsabilità di quest'ultima avvisare il medico di medicina generale o il pediatra, a seconda dell’età. Grosso modo parliamo di quello che è sempre avvenuto, ovviamente con le cautele del caso per evitare possibili occasioni di contatto".  

Facendo gli scongiuri, avete predisposto un piano sulla didattica a distanza, in caso di evenienze più gravi?
"Diciamo che su questo fronte noi eravamo già strutturalmente preparati, tant’è che già durante il lockdown non abbiamo dovuto fare nulla se non attivare la didattica per tutti, cosa che a febbraio facemmo sin dal primo giorno di chiusura, convinti di iniziare un’utile sperimentazione e certo non pensando che il blocco si sarebbe protratto sino ad ora. Chiaro che siamo pronti a ripristinarla in qualunque momento. Abbiamo un protocollo per la didattica integrata, già predisposto tra marzo e aprile. Ora abbiamo limato ancora qualche dettaglio, ma il piano era praticamente già pronto".

Ezio Massucco

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