Alba - 26 luglio 2019, 09:32

Asti-Cuneo, Chiara Gribaudo: "Qualcuno fa orecchie da mercante. E intanto abbiamo perso più di un anno"

"C’è chi continua a vendere fumo, con poco contraddittorio, dicendo che è quasi fatta, che si sbloccherà tutto, che prima dell’estate i cantieri potranno partire. Presidente Cirio compreso, incredibilmente d’accordo sulle bugie di Toninelli"

Chiara Gribaudo

Chiara Gribaudo

"Come sapete mercoledì c’è stato il CIPE che avrebbe dovuto sbloccare la nostra autostrada A33. Non è stato possibile, perché il parere dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) che potete leggere qui dice chiaramente tre cose:

1) Che il nuovo piano di Toninelli dovrà essere “preventivamente condiviso” “anche sotto il profilo della disciplina della concorrenza” con la Commissione europea perché la sua Decisione e le linee di indirizzo dell’accordo siglato da Delrio “non possono più essere ritenute attuali

2) Che l’Autorità esprime parere contrario al nuovo Piano Economico Finanziario dell’Asti-Cuneo, perché aggrava l’impatto sull’onere di subentro della SATAP-A4 limitando di fatto la concorrenza alla scadenza della concessione

3) Che l’Autorità esprime parere contrario al trattamento tariffario previsto sulla SATAP-A4 perché gli investimenti sull’Asti-Cuneo sarebbero ripagati dall’aumento delle tariffe su quella autostrada, aumenti del 2,2% l’anno a partire dal 2023 sia su A4 che su A33".

Questa la dichiarazione pubblicata sulla pagina Facebook di Chiara Gribaudo, deputata borgarina in forze al Partito Democratico, in riferimento alle decisioni prese nell'ultimo CIPE di mercoledì 24 luglio rispetto all'Asti-Cuneo. 

"Ora, nonostante tutto questo, anche ieri e questa mattina sui giornali c’è chi continua a vendere fumo, con poco contraddittorio, dicendo che è quasi fatta, che si sbloccherà tutto, che prima dell’estate i cantieri potranno partire. Presidente Cirio compreso, incredibilmente d’accordo sulle bugie di Toninelli che già tanto male hanno fatto al Piemonte.

Ma dato il parere dell’ART, fare finta di niente e proseguire con il piano Toninelli significherebbe:

1) Incorrere in una procedura di infrazione europea per aiuti di stato, con il rischio di rimandare l’Asti-Cuneo di decenni

2) Regalare la concessione della A4 Torino-Milano a Gavio per i prossimi 30 anni, visto che sarà impossibile per chiunque pagare quasi 1 miliardo di euro per subentrargli nel 2026

3) Costringere gli utenti ad un aumento delle tariffe annuo del 2,2% fino al 2045 sull’Asti-Cuneo e fino al 2026 sulla Torino-Milano

Ora, tutto questo si poteva evitare, se solo il Ministro Toninelli non si fosse impuntato e avesse proseguito sulla strada tracciata da Delrio, che con una proroga di soli 4 anni sulla Torino-Milano realizzava l’Asti Cuneo senza aumenti delle tariffe.

Quale delle due ipotesi vi sembra il miglior regalo al concessionario e il peggior danno per i cittadini? E intanto abbiamo perso più di un anno".

comunicato stampa

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