Attualità - 02 giugno 2019, 16:08

La Condotta Slow Food di Bra in campo contro lo spreco alimentare

Grande interesse per l’iniziativa promossa nella mattina di sabato 1° giugno in occasione dello Slow Food Day

La Condotta Slow Food di Bra in campo contro lo spreco alimentare

“Mangia cibo buono, pulito, giusto e non sprecarlo”. È il mantra della Condotta Slow Food di Bra, che nella mattina di sabato 1° giugno ha promosso un incontro con l’obiettivo di combattere lo spreco alimentare, recuperando le pietanze che ogni giorno avanzano in cucina.

Cibo troppo buono per essere buttato e autentico schiaffo morale alle generazioni che soffrono la fame. Il focus sull’argomento ha caratterizzato gli interventi di prestigiosi ospiti che si sono alternati in una sala della Scuola Primaria “E. Mosca” di fronte ad una platea interessata, che ha contato anche il sindaco di Bra, Bruna Sibille e una delegazione dell’Amministrazione comunale.

Ha introdotto i lavori, il fiduciario della Condotta Slow Food, Gianni Milanesio che, dopo il saluto, ha poi lasciato la parola al dottor Alberto Cacciatore dell’Asl CN2 Alba-Bra. A seguire, le dissertazioni del dottor Fabrizio Gianolio della Società Trattamento Rifiuti e dell’insegnante di Scuola Primaria e Consigliere di Condotta, Agata Comandè. I numeri dello spreco sono impietosi: circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, 1/3 di tutto il cibo prodotto nel mondo che potrebbe sfamare 3 miliardi e 200 milioni di persone pari a circa la metà della popolazione mondiale.

Ci dimentichiamo spesso che ogni anno in Europa buttiamo via 90 milioni di prodotti alimentari, circa 179 kg a persona. Anche l’Italia non è da meno in quanto il cibo sprecato dal momento in cui viene raccolto o prodotto fino al momento in cui sparecchiamo le nostre tavole pesa 10 milioni di tonnellate, per un valore di 11 miliardi di euro, ovvero circa 450 euro a famiglia. La questione è stata analizzata sotto diversi profili, perché lo spreco alimentare comporta anche lo spreco di risorse ambientali utilizzate per produrre i beni che poi vanno persi, nonché ricadute economiche, visto il costo che hanno per la collettività i prodotti sprecati, diventando rifiuti. Si tratta, quindi, di un problema non solo di carattere sociale ed etico, ma di largo raggio. Basterebbe acquistare ciò che serve realmente, compilando precise liste della spesa che non cadono nelle sirene del marketing, consultando etichette e scadenze, utilizzando al meglio frigo, freezer e dispensa per gli alimenti, senza stiparli alla rinfusa.

Altri rimedi sostenibili sono rappresentati da piccoli e grandi accorgimenti come congelare il cibo e, soprattutto, un’educazione alimentare che certamente aiuterebbe a limitare il fenomeno. In questo senso, tutti hanno svolto un’opera di sensibilizzazione, riferendosi ad un problema diffuso nella società del benessere, sottolineando come siano importanti le attività di informazione, formazione e conoscenza sul tema dello spreco alimentare. Proseguire in questa azione potrà permettere di realizzare una rivoluzione culturale che faccia diventare i cittadini non consumatori acritici, ma consumatori consapevoli.

Presenti all’appuntamento, alcuni produttori del Mercato della Terra, che vogliono essere un segnale per il settore agroalimentare che necessita di una transizione verso produzioni meno intensive e filiere più efficienti, senza comunque prescindere da cittadini informati e responsabili. In chiusura dell’incontro, è stata riscontrata l’importanza dell’argomento trattato che ha grande rilevanza per migliorare la qualità della vita attraverso corretti stili alimentari ed un consumo di cibo in misura equilibrata, favorendo la redistribuzione delle eccedenze a persone bisognose ed in difficoltà. Perché la solidarietà, si sa, parte sempre di più anche dalla tavola. In un momento di crisi economica, anche “le buone ricette della nonna”, così come le ricette “anti-spreco” realizzate con gli avanzi possono rivelarsi una strategia efficace, così come scegliere alimenti locali e di stagione. Ed un esempio di buona cucina a km zero è stato dato dalla compagine della Condotta che, grazie alla collaborazione dello chef Antonio Petti, ha offerto un lauto aperipranzo al pubblico presente. Applausi finali per i promotori dell’evento non solo per la dedizione alla causa, ma anche per il loro impegno sociale, testimoniato in occasione dello Slow Food Day. Una kermesse buona per il palato e per la coscienza.

Silvia Gullino

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