Curiosità - 06 novembre 2026, 06:20

Da Cuneo a New York: la storia della deejay Camilla Lubatti, tra residency a New York e le consolle underground più prestigiose del mondo

Dalle radici piemontesi ai dancefloor più esigenti del pianeta: è questo il percorso di Camilla Lubatti, la giovane artista che ha trasformato la passione per il vinile e il clubbing in una carriera oltreoceano

Dalle radici piemontesi ai dancefloor più esigenti del pianeta: è questo il percorso di Camilla Lubatti, la giovane artista che ha trasformato la passione per il vinile e il clubbing in una carriera oltreoceano, tra residency a New York e le consolle underground più prestigiose del mondo. 

Nata tra le strade di Cuneo, la parabola artistica di Camilla è sbarcata nei club di New York, Tbilisi e Berlino. 

Ciò che la caratterizza è la dedizione viscerale per il disco fisico e per la pista vissuta come rito collettivo. 

Ogni grande viaggio comincia da casa. 

“Cuneo mi ha dato le basi: la curiosità, la fame di musica e il rispetto per il dancefloor che nasce quando la scena è piccola e ogni serata conta”, racconta. 

Da lì, la sua traiettoria la porta ad attraversare i templi della musica elettronica globale: il Bassiani di Tbilisi, il Golden Gate di Berlino, lo Stereo di Montréal. 

“Suonare in questi posti mi ha insegnato che ogni pista ha una sua lingua. A Tbilisi c'è un'intensità quasi rituale, a Berlino il tempo si dilata, a Montréal c'è un pubblico che ascolta davvero. Contesti così diversi mi hanno obbligata ad ascoltare prima di suonare: a leggere la sala, a non dare nulla per scontato. Oggi la mia identità sonora è il risultato di tutti questi luoghi, ma il punto di partenza resta lo stesso: un disco giusto al momento giusto.” 

Nonostante i viaggi, è a New York che ha trovato la sua dimensione ideale: “È la città dove mi sento più a casa musicalmente”. 

La sua residency mensile all'Outer Heaven ne è la conferma: “Uno spazio in cui posso sperimentare e far crescere un discorso continuo con lo stesso pubblico: un privilegio raro.” 

Tra i prossimi appuntamenti spiccano due date cruciali: il 7 novembre con MEOKO al Signal e il 14 novembre con Resolute. “Due serate a cui tengo molto, piattaforme che seguo da anni e che hanno definito un certo suono.” 

Per l'occasione, progetta un set interamente in vinile: “Sto preparando selezioni groove-oriented: dischi scavati negli ultimi mesi, qualche classico intramontabile e pezzi più rari. Mi piace che un set racconti una storia, non che sia solo una sequenza di tracce.”

Oltre alla consolle, un pilastro centrale del suo percorso è l'insegnamento, che culminerà con un laboratorio mensile di DJing su vinile da Archivio Records a Brooklyn. “Quello che cerco di trasmettere va oltre la tecnica: come si ascolta un disco, come si costruisce una selezione, come ci si prende cura della pista. Oggi è facilissimo iniziare, ma è fondamentale dare alle nuove generazioni gli strumenti per sviluppare una propria voce, invece di inseguire quello che funziona in un video da trenta secondi. Il vinile in questo è un maestro incredibile: ti obbliga a scegliere, a conoscere la tua musica e ad avere pazienza. Insegnare è il mio modo di restituire qualcosa alla scena.” 

“La consapevolezza più grande è che la costanza conta più del talento e che la propria identità va protetta. Il traguardo non è suonare in un certo club, ma restare fedeli a un'idea di musica e costruire relazioni vere con le persone”, afferma la dj. Perché in fondo la musica, come la vita, non è una gara a chi fa più rumore, ma un viaggio di fedeltà e passione. Con lo sguardo già proiettato al futuro, Camilla Lubatti continua a tracciare la sua rotta a colpi di vinile, guidata da un'unica vera bussola: “Guardando indietro sono orgogliosa, ma soprattutto curiosa di quello che verrà. Sento di essere solo all'inizio di un capitolo nuovo.” 

Nicole Barbieri