Cronaca - 05 novembre 2026, 06:02

Oss a processo per violenza sessuale su una 17enne, la perizia del Tribunale frena le accuse: "Le dichiarazioni della vittima non sono credibili"

All'imputato, in servizio in una struttura che ospita anche pazienti con problemi psichiatrici e comportamentali, contestata l'aggravate relativa alla minore età della vittima e l'abuso di autorità legato alla sua funzione assistenziale

Non sarebbe nelle condizioni di rendere una testimonianza processualmente attendibile la diciassettenne che ha accusato di violenza sessuale un operatore socio-sanitario in servizio presso una struttura psichiatrica di Racconigi. È l'elemento chiave emerso nell'ultima udienza celebrata ieri, 3 novembre,  del processo a carico dell'oss. L'udienza, dinanzi al Tribunale collegiale, Meinardi Presidente, è stata interamente dedicata all'esame del consulente tecnico nominato dai giudici. 

I fatti risalgono all'estate del 2024. L'imputato, in servizio in una struttura che ospita anche pazienti con problemi psichiatrici e comportamentali, deve rispondere di violenza sessuale con due aggravanti: la minore età della presunta vittima e l'abuso di autorità legato alla sua funzione assistenziale.

Il procedimento era scattato dopo le rivelazioni della ragazza, seguita dai servizi sociali dell'Asl Verbano-Cusio-Ossola. Agli inquirenti la minorenne aveva raccontato di aver subito prima dei baci sul viso che le vevano provocato disagio e, in seguito, uno sfregamento delle parti intime da parte dell'imputato.

A chiarire la posizione della ragazza è stato il medico psichiatra Giovanni Roagna, perito nominato dal Tribunale. Durante l'esame condotto in aula davanti al pubblico ministero, Alberto Braghin, lo specialista ha spiegato che la giovane non presenta un deficit cognitivo vero e proprio, ma era comunque in carico alla neuropsichiatria infantile per marcati tratti di immaturità.

A prevalere, secondo il perito, era soprattutto un "mondo emotivo instabile", associato a una diagnosi di disturbo di personalità a organizzazione borderline con tratti istrionico-isterici. Un quadro clinico complesso, segnato in passato da comportamenti distruttivi, fughe dalle strutture in cui era seguita e forti difficoltà di gestione nel contesto familiare.

Ma il punto dirimente riguarda la capacità di riferire i fatti. Il dottor Roagna ha evidenziato come dal racconto della diciassettenne non sia possibile stabilire se gli episodi riferiti siano stati vissuti in prima persona oppure appresi da altre persone. La ragazza stessa non è in grado di ricostruire la provenienza delle sue affermazioni, configurando quello che il perito ha definito come un fenomeno di "inconsapevole costruzione del ricordo". Un limite che, di fatto, invalida la credibilità oggettiva del suo narrato.

Per il consulente del Tribunale la persona offesa, che non si è costituita parte civile nel procedimento, non è quindi capace di rendere dichiarazioni credibili. Il processo è stato aggiornato al 3 marzo 2027. L'istruttoria dibattimentale è stata infatti, ultimata e la parola adesso passa all'accusa per la requisitoria e le conseguenti richieste al Tribunale. 

Angela Panzera