Attualità - 05 novembre 2026, 14:38

Acia dopo l'episodio alla Croce Rossa adi Alba: “Non si faccia ricadere sugli ospiti del dormitorio una situazione isolata”

Il presidente dell'Associazione Culturale Immigrati Alba, Elbounadi Abdelkhalek, interviene dopo i fatti della notte tra il 4 e il 5 novembre in via Ognissanti: “Nessuno degli ospiti ha creato situazioni di pericolo”. Il sostegno alla Caritas nelle attività serali e la disponibilità 24 ore su 24 per i primi quindici giorni di apertura

L'associazione Culturale Immigrati Alba (Acia) è impegnata in diversi progetti di inclusione sociale

Un episodio che ha suscitato preoccupazione per la sicurezza, ma che non deve trasformarsi in un motivo di diffidenza verso le persone accolte nel dormitorio invernale di Alba. È il messaggio dell'Associazione Culturale Immigrati Alba (Acia), che attraverso il presidente Elbounadi Abdelkhalek interviene dopo quanto accaduto nella notte tra mercoledì 4 e giovedì 5 novembre alla sede della Croce Rossa di via Ognissanti. L'obiettivo è evitare che il comportamento di una singola persona finisca per alimentare allarmismi e pregiudizi nei confronti di chi cerca un riparo dal freddo.

Secondo la ricostruzione fornita dal presidente della Croce Rossa albese, Fulvio Borgogno, intorno all'una un uomo ha scavalcato la recinzione della struttura e ha colpito ripetutamente una porta sul retro dell'edificio. Aveva con sé una mazzetta e un piccolo piede di porco. Un volontario e una dipendente presenti all'interno sono riusciti ad avvicinarlo e tranquillizzarlo. L'uomo chiedeva di essere accompagnato in ospedale. Non si sono registrati feriti né danni materiali. Borgogno aveva annunciato l'intenzione di presentare denuncia ai Carabinieri.

È proprio sulla necessità di distinguere quanto accaduto dalla vita quotidiana del dormitorio che Acia richiama l'attenzione. L'associazione, impegnata nel sostegno all'accoglienza, sottolinea che non vi sono elementi per attribuire agli ospiti della struttura responsabilità per l'episodio.

“Vogliamo essere molto chiari: fino ad oggi, nessuno degli ospiti del dormitorio ha creato problemi o situazioni di pericolo. Sono persone che cercano semplicemente un posto sicuro dove trascorrere la notte, lontano dal freddo e dalle difficoltà della strada. Da quanto ci risulta, si tratta di una persona già nota alle forze dell'ordine, con gravi problematiche sanitarie, che in precedenti occasioni si era già avvicinata alla struttura manifestando difficoltà e chiedendo assistenza”, afferma Elbounadi Abdelkhalek.

Una precisazione che nasce anche dalla conoscenza diretta del servizio. Acia collabora infatti con la Caritas diocesana albese, contribuendo alle attività di assistenza e garantendo la presenza dei propri volontari nelle ore serali. L'associazione riferisce inoltre di aver messo a disposizione il proprio supporto 24 ore su 24 per i primi quindici giorni di apertura del dormitorio, in caso di necessità o situazioni di emergenza.

“Il nostro impegno nasce dalla convinzione che l'accoglienza non possa essere lasciata soltanto alle parole, ma debba tradursi in presenza, responsabilità e collaborazione concreta”, sottolinea il presidente.

È da questa esperienza che nasce la preoccupazione per le possibili conseguenze dell'episodio sull'immagine delle persone senza dimora. Acia invita a non confondere le difficoltà di una singola persona con i comportamenti di chi frequenta regolarmente la struttura e ne rispetta le regole.

“Non è giusto che un episodio riguardante una singola persona venga utilizzato per alimentare paura o generalizzazioni nei confronti di tutti coloro che vivono una condizione di fragilità e senza dimora”, osserva Abdelkhalek.

L'associazione non mette in discussione l'esigenza di garantire condizioni di sicurezza adeguate. Al contrario, considera la tutela dei volontari, dei dipendenti e degli ospiti un elemento essenziale del servizio, da affrontare senza sovrapporre situazioni differenti.

“Comprendiamo pienamente la necessità di tutelare la sicurezza dei volontari, dei dipendenti e delle persone ospitate. La sicurezza è importante e deve essere garantita a tutti. Allo stesso tempo, occorre distinguere le situazioni di emergenza sanitaria e sociale dai comportamenti degli ospiti che rispettano le regole e usufruiscono tranquillamente del servizio”, precisa il presidente.

Il richiamo è soprattutto alla condizione di chi vive senza una casa e rischia di subire le conseguenze di giudizi generalizzati, pur non avendo alcun coinvolgimento nei fatti.

“Non dobbiamo dimenticare che dietro ogni persona senza dimora c'è una storia, una difficoltà e spesso una situazione di grande sofferenza. Queste persone non hanno alcuna responsabilità per quanto accaduto e non devono essere messe nella condizione di sentirsi giudicate o considerate pericolose a causa di un singolo episodio”, aggiunge Abdelkhalek.

Acia conferma infine la volontà di proseguire il proprio impegno a sostegno dell'accoglienza, attraverso la collaborazione con la Caritas, le altre associazioni, le istituzioni e i servizi sociali e sanitari.

“La sicurezza e la solidarietà non sono in contrasto: devono camminare insieme”, conclude il presidente, ribadendo la richiesta di non confondere il comportamento di una singola persona con quello degli ospiti del dormitorio.

redazione