Sanità - 02 novembre 2026, 16:01

Sigarette elettroniche tra i giovanissimi, cresce il fenomeno: “Non sono innocue e possono creare dipendenza”

Il direttore del SerD dell'Asl Cn1, Maurizio Coppola, richiama l'attenzione sui rischi dell'utilizzo tra gli adolescenti: il 40% in Italia tra 15 e 19 anni le ha usate nell'ultimo anno. “Servono prevenzione, controlli e informazione”

È diventata un simbolo di appartenenza e un elemento di tendenza anche tra i giovanissimi, persino delle scuole medie. La sigaretta elettronica viene spesso percepita dagli adolescenti come un prodotto innocuo, socialmente accettato e lontano dai rischi del fumo tradizionale. Una convinzione che, secondo il Servizio per le dipendenze patologiche dell'Asl Cn1, merita particolare attenzione.

“Il consumo è ancora percepito come un comportamento normale, socialmente accettato o poco rischioso, e non come una possibile forma di dipendenza”, spiega Maurizio Coppola, direttore del SerD dell'Asl Cn1.

I dati nazionali confermano la diffusione del fenomeno: secondo il rapporto ESPAD Italia 2024, il 40% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha utilizzato sigarette elettroniche nell'ultimo anno. Il consumo negli ultimi 30 giorni è passato dal 19,6% del 2023 al 25,7% del 2024. Anche a livello europeo la tendenza è in crescita: tra gli studenti di circa 16 anni l'utilizzo è salito dal 14% del 2019 al 22% del 2024. Il 16% degli adolescenti europei dichiara inoltre di aver provato una sigaretta elettronica già a 13 anni o prima, mentre il 60% ritiene abbastanza o molto facile procurarsela.

Per la provincia di Cuneo non sono ancora disponibili dati scientifici specifici: è in corso una mappatura regionale che permetterà di conoscere anche la situazione locale.

I rischi per la salute e la dipendenza

“La sigaretta elettronica non produce semplice vapore acqueo. Il dispositivo riscalda un liquido generando un aerosol che può contenere nicotina, particelle fini, metalli e altre sostanze potenzialmente nocive” svela Coppola. Nel breve periodo possono comparire irritazione delle vie respiratorie, tosse, secchezza della bocca e della gola, nausea, cefalea, vertigini e palpitazioni.

“Particolarmente delicata è l'esposizione alla nicotina durante l'adolescenza -continua -, quando il cervello è ancora in fase di maturazione. La sostanza agisce sui circuiti della ricompensa, favorendo lo sviluppo della dipendenza anche prima che il consumo diventi quotidiano. Possono comparire tolleranza, desiderio intenso di utilizzare il prodotto e sintomi di astinenza, come irritabilità, difficoltà di concentrazione e alterazioni dell'umore.

Anche i dispositivi senza nicotina non sono automaticamente innocui: gli aerosol possono contenere sostanze capaci di provocare effetti irritativi o potenzialmente dannosi. Gli effetti a lungo termine sono ancora oggetto di studio, ma le evidenze disponibili indicano possibili conseguenze sull'apparato respiratorio e cardiovascolare”.

Tra gli elementi che rendono questi prodotti particolarmente attraenti per i ragazzi ci sono gli aromi. Fruttati, dolci e cremosi possono mascherare il gusto della nicotina e ridurre la percezione del rischio. Secondo il Rapporto nazionale sul tabagismo 2024 dell'Istituto Superiore di Sanità, tra i consumatori di sigarette elettroniche negli ultimi 30 giorni il 75,2% utilizzava prevalentemente aromi fruttati e il 33,1% aromi dolci e cremosi.

“L'utilizzo precoce può inoltre associarsi a una maggiore probabilità di successivo consumo di sigarette tradizionali, pur senza dimostrare necessariamente un rapporto causale diretto” aggiunge il direttore del SerD.

Liquidi e dispositivi: attenzione alla provenienza

Un'altra questione riguarda la possibile alterazione dei liquidi. Coppola precisa che “non esistono dati epidemiologici solidi per affermare che l'adulterazione intenzionale con sostanze stupefacenti sia una pratica diffusa tra i giovanissimi italiani. Resta però il rischio legato a prodotti contraffatti, non regolamentati o di provenienza sconosciuta, la cui composizione potrebbe non corrispondere a quella dichiarata”.

La raccomandazione è di “non utilizzare dispositivi di provenienza incerta, non accettare ricariche prive di confezione identificabile e non condividere le sigarette elettroniche”. In caso di sintomi insoliti dopo l'utilizzo, come vomito, forti vertigini, palpitazioni o alterazioni dello stato di coscienza, occorre richiedere una valutazione sanitaria; in presenza di sintomi gravi bisogna chiamare il 112.

Prevenzione e controlli anche nelle scuole e nelle famiglie

Per il direttore del SerD “è fondamentale intervenire prima che la sperimentazione si trasformi in un'abitudine. Il problema, infatti, è che i ragazzi raramente si rivolgono spontaneamente ai servizi per chiedere aiuto, perché spesso non riconoscono nello svapo un comportamento a rischio”.

Sul territorio sono già attivi interventi informativi nelle scuole da parte degli operatori dei Servizi per le Dipendenze e della Prevenzione, oltre a iniziative di sensibilizzazione durante eventi e manifestazioni. È necessario rafforzarli, coinvolgendo anche genitori e insegnanti e fornendo strumenti per riconoscere i primi segnali, senza banalizzare il fenomeno né ricorrere esclusivamente a risposte punitive.

Coppola richiama anche la necessità di controlli più efficaci sulla vendita ai minori, compresa quella online, e di un contrasto ai canali commerciali irregolari. Tra le misure da valutare indica anche interventi sul packaging e sulle strategie promozionali diffuse attraverso i social media. Un esempio arriva dalla Francia, dove dal febbraio 2025 è vietata la commercializzazione delle sigarette elettroniche usa e getta.

“La regolamentazione da sola non è sufficiente, ma rappresenta uno strumento importante se accompagnata da prevenzione, informazione e controlli”, osserva Coppola.

Il messaggio conclusivo è chiaro: “La sigaretta elettronica non è un prodotto innocuo, soprattutto per un adolescente che non ha mai fumato. Non dobbiamo aspettare che un comportamento diventi una dipendenza conclamata per riconoscerne la rilevanza sanitaria. La prevenzione più efficace è quella che arriva prima del problema, quando è ancora possibile evitare che la sperimentazione diventi un'abitudine e che l'abitudine si trasformi in dipendenza”.

Sara Aschero