Ha solo 24 anni ed una scommessa eroica. Tra i premiati della 9^ edizione del Premio Internazionale alla Buona Volontà c’è quest’anno un’altra eccellenza del nostro territorio ed in particolare della Valle Maira, una storia di passione, entusiasmo, impegno ed ingegno che porta il nome di Tommaso Del Negro.
La cerimonia si è tenuta ieri sera, sabato 31 ottobre, nella suggestiva Sala San Giovanni a Cuneo. Un evento organizzato dal presidente Dino Rossetti, coadiuvato dalla giuria formata da Beppe Ghisolfi (presidente di giuria), Cinzia Aimone, Danilo Paparelli e Gian Maria Aliberti Gerbotto. Proprio Gerbotto, insieme al talento della giovanissima Marta Barberis, ha presentato quest’anno la serata del Gran Galà.
DALLA VALLE MAIRA ALLA BORGOGNA (E RITORNO)
Classe 2002 e per tutti Tommi Wine, Tommaso Del Negro è un giovane vignaiolo nato e cresciuto a Cartignano che sta ridisegnando il paesaggio vitivinicolo locale, unendo la memoria del territorio a un'ampia visione internazionale.
La sua è infatti una storia che profuma di futuro, ma che ha radici antichissime.
Una formazione tra eccellenza e territorio: il percorso di Tommaso parte da lontano: diplomato nel 2021 all'Istituto Professionale per l'Agricoltura e l'Ambiente di Verzuolo (Indirizzo Agraria, Agroalimentare e Agroindustria), acquisisce nel 2022 il titolo di Sommelier FISAR di 3° livello presso l'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, dove nel ciclo 2023-2024 consegue anche l'Executive
Master in Cultura e Management del Vino.
Un bagaglio teorico subito messo alla prova sul campo: prima nella cantina Mauro Vini a Dronero, poi nei templi del vino in Borgogna (Alex Brault, Louis Picamelot e Albert Sounit).
È nel 2023 che Tommaso trasforma questa esperienza sul campo nel progetto “Tommi Wine”, realtà focalizzata sull'importazione e il commercio di etichette selezionate da Francia, Spagna e Italia, con un occhio di riguardo per le varietà PIWI (vitigni resistenti alle malattie fungine come peronospora, oidio e botrite).
Il riscatto del Liseiret: nasce il "Gue Blanc"
Parallelamente al commercio, il cuore del progetto batte in Valle Maira. Qui Tommaso ha avviato un recupero filologico del Liseiret, antico vitigno autoctono, salvandone le ultime viti superstiti abbandonate sui vecchi terrazzamenti.
Da un'intuizione condivisa con l'enologo borgognone, il Dott. Enrico Peyron, prende forma l'idea di vinificare il Liseiret in versione Metodo Classico, con un affinamento in bottiglia di 26-30 mesi. Nel maggio 2025 vedono la luce le prime 175 bottiglie della vendemmia 2022: nasce il "Gue Blanc", una bollicina che ha conquistato immediatamente il favore di critici ed esperti del settore per finezza ed identità.
Innovazione, PNRR e vigne maritate
L’anno 2025 segna anche una svolta strutturale: grazie ai fondi del PNRR (Bando Borghi), Tommaso adatta il magazzino aziendale in un laboratorio di trasformazione all'avanguardia per la vinificazione in loco delle proprie uve.
I progetti sul territorio avanzano su più fronti. Abbiamo i nuovi recuperi a Macra, con l’acquisizione di vecchi terrazzamenti da riqualificare, dove verranno piantate barbatelle di Liseiret ottenute dalle potature aziendali. Abbiamo la sperimentazione "Franco di Piede", un mpianto diretto senza l'ausilio del portainnesto americano sui terreni adiacenti alla sede. Ed ancora le Vigne Maritate: sui terreni impiantati tra il 2022 e il 2025 si sperimenterà l'antichissima tecnica di origine etrusca, dove la vite cresce "sposandosi" ad un albero vivo che le fa da sostegno naturale.
Ma non è finita, perché c’è Varietà PIVI: si tratta dell’introduzione di vitigni resistenti per ridurre al minimo l'impatto dei trattamenti in vigna e tutelare la biodiversità alpina.
Un lungo applauso per Tommaso e quelle parole che restano come un sigillo, nella motivazione del premio: “Restituire dignità al paesaggio montano, recuperare la memoria dei luoghi e dimostrare che anche in alta valle si può fare viticoltura d'eccellenza: la scommessa di Tommaso Del Negro è solo all'inizio, ma ha già il sapore dei grandi successi.”