Curiosità - 31 ottobre 2026, 19:06

Presentazione del libro "Il Piemonte dei tartufi nel 1776 e 250 anni dopo"

Legato al piacere e non alla nutrizione, "l'odoroso frutto" sfida il tempo

Risale al 1776 la più antica immagine disponibile di un trifulao intento a cavare il tartufo assistito dal suo cagnolino. A pubblicarla fu il professore torinese Giovanni Bernardo Vigo, autore di una preziosa e interessante opera sul mondo di questi sempre apprezzati funghi ipogei.


 

250 anni dopo, un qualificato gruppo di esperti ha voluto ristudiare e ripresentare il poema latino del Vigo, per divulgarlo e confrontarlo con le conoscenze di oggi, dando alla stampa il volume "Il Piemonte dei tartufi nel 1776 e 250 anni dopo".

Promossa dall'Associazione Culturale Giulio Parusso, la presentazione del volume, edito da Araba Fenice, si terrà venerdì 13 novembre 2026, alle ore 18, nella sala conferenze di Palazzo Banca d'Alba. Ingresso libero.

L'attore Paolo Tibaldi darà un contributo con la lettura di un brano del racconto settecentesco. Il libro illustra i classici temi legati al tartufo: i banchetti, gli alberi, la terra e i consigli di addestramento dei cani: "Il tuo cane ti segua o ti preceda, di pari passo, anch'esso preso dalla tua stessa voglia di cercare..."

Interventi di alcuni degli autori dei capitoli del volume - con conclusioni di Antonio Degiacomi, Presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo; Igor Boni dell'IPLA, Istituto per le Piante da Legno e l'Ambiente; Pier Paolo Mussa, già docente dell'Università di Torino.

Il nuovo libro contiene i contributi di: Paola Bianchi, Paola Bonfante, Igor Boni, Antonio Degiacomi, Piercarlo Grimaldi, Pier Paolo Mussa, Luigi Odello, Rengenier C. Rittersma, Giovanna Ruo Berchera. Traduzione di Maria Cristina Bogliolo.

Il libro sarà disponibile durante la presentazione e presso le librerie di Alba.

La sua pubblicazione è stata sostenuta da Fondazione Banca d'Alba.