Politica - 28 ottobre 2026, 12:23

Aggressione in piazza Boves, la consigliera Marro (Avs) dopo la testimonianza al processo: "Per avere più sicurezza indispensabile investire sulla marginalità"

L'esponente di Avs interviene con una lettera all'indomani della deposizione in aula: "Chi sta in strada va seguito, non penalizzato. Il carcere non risolve la situazione delle persone più fragili"

La consigliera regionale di AVs Giulia Marro

Riceviamo e pubblichiamo. 

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In merito alla mia testimonianza nel processo per l’aggressione del 2023 ci sono molte considerazioni da fare. Innanzitutto, ricordiamo che presentarsi in qualità di testimone è un obbligo di legge, anche se il Consiglio Regionale del Piemonte a quanto pare non la ritiene una giustificazione sufficiente per motivarne la mia assenza alle sedute. 

I tribunali italiani sono pieni di processi per reati contro la persona, spaccio o rapine, che riguardano in gran parte situazioni di marginalità che, con maggiori finanziamenti, si potrebbe evitare che trovino ospitalità in carcere, che sappiamo avere una percentuale di recidiva altissima e di aggravare proprio le marginalità che hanno portato le persone lì in primo luogo. 

Invece fuori i servizi non ce la fanno più: chi dovrebbe essere seguito deve cercare accoglienza fuori dai luoghi ordinari e adatti, andando incontro a dipendenze da alcol e sostanze per sopravvivere alla vita di strada e, magari, anche renderla sopportabile. Quante persone in queste condizioni sopravvivono nelle nostre città? 

Per quanto riguarda Cuneo, se ne sono andati quasi tutte le persone che tra gli anni 2020 e 2023 erano al centro delle cronache: una parte rimane a Cerialdo, altri sono stati trasferiti. È una situazione che ho seguito quando stavo conducendo uno studio sulle marginalità, tra corso Giolitti e piazza Boves, cercando di raccontarle attraverso gli articoli su "La Stampa", per tenere la popolazione informata e consapevole.

Nel frattempo chi governa il Paese e la Regione, invece di discutere di benessere e sicurezza, ha preferito continuare a portare avanti la sua crociata propagandistica e accanirsi contro chi è stremato da questo presente da cui sembra non esserci via di uscita.

Di questo è un chiarissimo esempio Cirio, che si presenta al TG2 nazionale a dire che «chi rompe le vetrine paga», ignorando, oltre alle responsabilità della sua maggioranza e dei partiti da cui è sostenuto sulla situazione, che esiste il Codice Penale, scritto ben prima delle sue trovate mediatiche.

Per finire, alle persone che, nei commenti agli articoli che raccontano il processo di ieri, scrivono «La Marro è scappata», rispondo: sì, sono scappata, consapevole che la marginalità può avere picchi di disperazione e autodistruzione. È per questa consapevolezza che lotto nei luoghi decisionali per fare in modo che la situazione di queste persone migliori, che lo Stato si assuma le proprie responsabilità di servizio pubblico a tutela della sicurezza, intesa come benessere e clima sereno per le persone.

Giulia Marro, consigliera regionale Avs