Una marchesa dell'Ottocento, una figura femminile del Medioevo e una storia contemporanea di perdono. Tre prospettive lontane nel tempo, riunite dagli studenti per raccontare Giulia di Barolo e interrogarsi sui valori che hanno attraversato la sua vita. Lunedì 19 ottobre, il WiMu – Museo del Vino a Barolo ha ospitato le classi dell'Istituto Comprensivo di La Morra, provenienti dai plessi di Barolo, Monforte d'Alba e La Morra, per una giornata dedicata alla figura di Juliette Colbert, nel 240° anniversario della sua nascita.
L'incontro ha segnato l'avvio di un percorso scolastico che proseguirà durante l'intero anno, nell'ambito del progetto "Semi di Inchiostro", e porterà gli alunni alla stesura di un testo dedicato alla marchesa. L'obiettivo è avvicinare i più giovani al patrimonio storico e culturale del territorio attraverso la ricerca, la lettura e la scrittura, facendo del Castello Falletti non soltanto un luogo da visitare, ma uno spazio nel quale confrontarsi con la memoria di chi lo ha abitato.
TRE SCUOLE, TRE MODI DI RACCONTARE LA MARCHESA
La mattinata ha coinvolto le classi seconde della scuola secondaria di primo grado di Monforte d'Alba e La Morra, insieme agli studenti dell'intero plesso della secondaria di Barolo. Ogni gruppo ha contribuito con un approfondimento diverso, affiancando alle letture anche momenti musicali.
Gli studenti di Monforte d'Alba hanno presentato alcuni testi biografici, ricostruendo il profilo personale di Juliette Colbert. Quelli di La Morra hanno invece messo a confronto la marchesa con Eleonora d'Aquitania, figura medievale affrontata nel loro percorso di studi, attraverso letture di poesia trobadorica provenzale del Duecento. Il lavoro ha accostato i testi dedicati a Eleonora alle lettere di Silvio Pellico riguardanti i marchesi Falletti e, in particolare, Giulia di Barolo, mettendo in luce il diverso carattere delle testimonianze.
Un collegamento con il presente è arrivato dagli studenti di Barolo, che hanno proposto la vicenda di Davide Cavallo, giovane sopravvissuto a un'aggressione da parte di un gruppo di ragazzi a Milano e protagonista di un gesto di perdono nei confronti degli aggressori. Da questo episodio è nata una riflessione sull'atteggiamento della marchesa verso le persone detenute: la distinzione tra la colpa, da condannare, e la persona che l'ha commessa, alla quale offrire una possibilità di riscatto. Un principio che ha orientato il suo impegno a favore delle carcerate.
I BAMBINI DELLA PRIMARIA E IL CASTELLO COME LUOGO DI MEMORIA
Nel pomeriggio è stata la volta delle classi della scuola primaria di Barolo, che hanno presentato "Juliette Colbert, una donna nel cuore di Barolo", un testo collettivo costruito attorno alla vita della marchesa e al suo legame con il paese e il Castello. La lettura, suddivisa tra gruppi di alunni, ha ripercorso le origini francesi di Juliette, l'incontro con Carlo Tancredi Falletti, la vita a Barolo e l'impegno a favore delle persone più bisognose.
Una bambina ha interpretato la Marchesa, rispondendo alle domande dei compagni e dando voce al suo rapporto con il Castello e con la comunità. Il racconto si è concluso con una riflessione corale sul significato della memoria, affidata alle parole degli stessi bambini: "Perché un castello non è fatto soltanto di pietre: è fatto di storie, di persone e di memoria". Una frase che riassume il senso del percorso avviato dalle scuole.
UN PROGETTO CHE PROSEGUIRÀ DURANTE L'ANNO SCOLASTICO
"Il Castello Falletti custodisce una storia che può continuare a parlare alle nuove generazioni. Con questo progetto vogliamo che i bambini e i ragazzi non siano soltanto destinatari di un racconto, ma partecipino alla sua costruzione, attraverso le proprie letture, domande e riflessioni. La figura di Juliette Colbert permette di affrontare temi come la responsabilità, la solidarietà e il rapporto con la comunità, partendo da una persona che ha lasciato un segno profondo nella storia di Barolo", sottolinea Liliana Allena, presidente della Barolo & Castles Foundation.
"È significativo che siano proprio gli studenti del territorio a lavorare sulla figura di Giulia di Barolo. Il suo legame con il paese non appartiene soltanto al passato: continua attraverso la conoscenza della sua storia e la capacità di trasmetterla. Coinvolgere le scuole significa contribuire a mantenere viva questa memoria e a far comprendere ai più giovani il valore dei luoghi in cui crescono", commenta Fulvio Mazzocchi, sindaco di Barolo.
"Siamo orgogliosi di poter dedicare la quinta annualità del progetto 'Semi d'inchiostro' a due figure significative come Juliette Colbert e Tancredi Falletti. La collaborazione con il WiMu è nata da una visione condivisa della presidente Liliana Allena e della vicepreside Stefania Borra, che ho sostenuto fin da subito. È mia ferma convinzione che, in periodi storici caratterizzati da profonda irrequietezza, la cultura e la conoscenza possano scongiurare derive peggiori e, al contempo, indicare possibili soluzioni. Juliette Colbert è stata una donna di grande sensibilità e cultura: la scuola lavora per coltivare entrambe, fornendo ai ragazzi strumenti cruciali per costruire una società più equa e più tollerante", dichiara Valentina Chiesa, dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo di La Morra.