Schegge di Luce - 25 ottobre 2026, 10:29

Schegge di luce: pensieri sui Vangeli festivi a cura di Silvia Gullino

Il mese di ottobre e il Rosario. La preghiera in famiglia e in età moderna con san Giovanni Bosco

Da quando è nato il Rosario ha avvicinato le persone alla parola di Dio e ai grandi eventi della storia della redenzione narrati nella Sacra Scrittura mediante un linguaggio popolare. In un tempo in cui le celebrazioni liturgiche non erano comprensibili da tutti, poiché avvenivano in latino, le preghiere rivolte alla Madre di Dio assolvevano anche il compito di ravvivare e radicare la fede cristiana nella sensibilità popolare. Nell'Ottocento e nel Novecento vi è stata una serie di apparizioni mariane che ha contribuito alla diffusione di questa preghiera: a Fatima, tra l'altro, la Madonna apparve ai pastorelli Lucia, Giacinta e Francisco tenendo in mano un rosario. Anche papa Francesco, nell'Evangelii Gaudium, ribadendo l'autentica «Qualità teologale» della pietà popolare, va con il pensiero «Alla fede salda di quelle madri ai piedi del letto del figlio malato, che si afferrano a un Rosario anche se non sanno imbastire le frasi del Credo».

Il Rosario recitato in famiglia

La pia tradizione di recitare il Rosario è sempre stata una caratteristica delle famiglie cristiane. Dopo una giornata d'intenso lavoro, raccolti nella quiete serena delle pareti domestiche, genitori e figli si riunivano intorno ad un'immagine della Vergine Santa per pregare il santo Rosario. Gli anziani innalzavano la loro preghiera nel pieno della loro maturità, i fanciulli imparavano, pregando, ad amare la famiglia, prima chiesa domestica. E la benedizione di Maria pioveva abbondante sui cuori di tutti. Il Rosario in famiglia era uno degli atti più solenni e preziosi della vita familiare.

Con la recita del santo Rosario, la famiglia cristiana, sull'esempio di quella di Nazareth, diventa una dimora di santità e una scuola efficacissima di vita cristiana. La considerazione dei misteri della Redenzione, infatti, insegna agli adulti a specchiarsi quotidianamente negli esempi di Gesù e Maria nella vita domestica di Nazareth (misteri gaudiosi), a ricavare da Loro conforto nelle avversità (misteri dolorosi) e a tendere costantemente verso i beni celesti, cercando sempre "le cose di lassù" (misteri gloriosi). Il Rosario, inoltre, porta i piccoli a conoscere le principali verità delle fede, facendo germogliare nelle loro anime, quasi naturalmente, la carità verso il Redentore.

Don Bosco e il Santo Rosario

San Giovanni Bosco per tutta la sua vita si è dedicato a coltivare e a diffondere la devozione a Maria e a incoraggiare la recita del Rosario. Ecco cosa scrisse sul Santo Rosario: «Sono innumerevoli i celesti favori che si ottennero con la pratica di questa devozione. Col Rosario furono combattute le eresie, si riformarono i costumi, si allontanarono le pestilenze, si pose fine a molte guerre; si ravvivi dunque la devozione al santo Rosario in noi e nelle nostre famiglie. Se nelle nostre case, nei nostri laboratori e scuole si farà risuonare il Rosario di Maria, abbiamo fondamento a sperare che cesseranno i flagelli, rifiorirà la fede, ricompariranno tra di noi giorni di pace e di tranquillità. Tra le altre intenzioni nel recitarlo abbiate anche questa, d'implorare dal Signore, per intercessione di Maria Vergine Immacolata, la grazia che si conservi tra noi la santa fede; ci si tenga lontani dagli errori che presentemente si vanno spandendo tra i cristiani; e sempre più trionfi la Chiesa, Madre e Maestra della vera fede, fuori della quale non vi è salvezza».

Riscoprire la preghiera del Rosario

Da qui l'urgenza di riprendete con fiducia tra le mani la corona del Rosario, riscoprendola alla luce della Scrittura, in armonia con la Liturgia, nel contesto della vita quotidiana.

«O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell'inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell'ora dell'agonia. A te l'ultimo bacio della vita che si spegne. E l'ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti. Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo» (Rosarium Virginis Mariae).

Silvia Gullino