Eventi - 24 ottobre 2026, 15:00

Al Festival dei Luoghi Comuni il "Racconto Sonoro" di Armando Traverso: uno spettacolo dove il pubblico partecipa e impara ad ascoltare [INTERVISTA]

Domenica 25 ottobre alle ore 16.00, al Rondò dei Talenti, un incontro-spettacolo per famiglie, in cui grandi e piccoli diventano parte della storia e partecipano attivamente alla sua narrazione attraverso i suoni

È entrato nel vivo il Festival dei Luoghi Comuni, con l’ottava edizione della rassegna che si sta tenendo a Cuneo da mercoledì 21 a domenica 25 ottobre. Dodici eventi gratuiti per la cittadinanza e due giorni riservati agli studenti per riflettere su che cosa intendiamo per cultura, sulle forme attraverso cui si esprime e sui luoghi comuni che ne condizionano la percezione.

Domenica 25 ottobre alle ore 16.00, al Rondò dei Talenti, andrà il "Racconto Sonoro" di Armando Traverso. Un incontro-spettacolo per famiglie, in cui grandi e piccoli diventano parte della storia e partecipano attivamente alla sua narrazione attraverso i suoni. Insieme si costruirà un vero e proprio paesaggio sonoro, fatto di rumori realistici e fantastici: lo scalpiccio degli zoccoli di un cavallo, l’avvicinarsi di un temporale, passi furtivi, rumori misteriosi e molto altro ancora.

Il pubblico sarà inoltre chiamato a interpretare, sempre e soltanto attraverso i suoni, alcuni dei personaggi della fiaba: tre loschi briganti cattivi, un cuoco infido e un gigante ingordo. Un’esperienza divertente e coinvolgente, in cui ascolto, fantasia e creatività si incontrano per trasformare il pubblico in una vera e propria orchestra di suoni, capace di dare vita alla fiaba.

Abbiamo intervistato Armando Traverso: regista, attore, autore e conduttore di programmi televisivi e radiofonici per la Rai, in particolar modo per ragazzi. Ha contribuito alla fondazione di Rai Radio Kids di cui è autore e conduttore di numerosi programmi. Ideatore e Direttore Scientifico del progetto Kid Center finanziato dalla Comunità Europea, per la costituzione di una rete centri dedicati all’infanzia in Francia, Italia, Portogallo, Spagna. È attualmente autore conduttore ed esperto per Rai Radio Kids, Rai Kids, Rai Scuola/Cultura.
 

Che tipo di spettacolo sarà "Racconto Sonoro"?

All'inizio non sembra uno spettacolo: non ci sono luci, costumi, effetti scenici. C'è solo una persona che parla, ma in realtà poi le cose cambiano: al racconto partecipa tutto il pubblico, tutti diventano personaggi, fanno rumori, sono parte intregrante del racconto e interpretano i vari personaggi. È una fiaba che diventa uno spettacolo che fanno loro, il pubblico.

Il Festival dei Luoghi Comuni è proprio sulle forme in cui si manifesta la cultura: in questo caso sono le parole e i suoni?

All'inizio dello spettacolo chiedo al pubblico se secondo loro è più forte il mondo delle immagini o delle parole. Faccio loro chiudere gli occhi e racconto una storia dove camminando incontrano un drago colorato. Poi ognuno racconta la propria storia, che è diversa per ognuno e ricca di particolari, e tutti capiscono che anche il mondo della parola ha le immagini, ancora più forti grazie alla forza dell'immaginazione.

E qual è l'importanza di uno spettacolo come questo, dal vivo e con molta partecipazione?

Lo spettacolo va nella direzione dell'importanza della parola ma anche dell'ascolto. Esco ora dal Festival Gianni Rodari a Omegna: uno dei più grandi maestri della letteratura, non solo per ragazzi ma in generale. Lui aveva la capacità di far vedere la realtà con occhi diversi, più curiosi, e la capacità di saper ascoltare. Perché in questo modo stabilisci un legame, c'è rispetto, c'è educazione e non arroganza e ignoranza.
 

Perché coinvolgere il pubblico in questo modo?

Il coinvolgimento è importante, molti anni fa facevamo un programma tv dal titolo È domenica papà che partiva dai bambini che svegliano i papà la domenica mattina. L'idea era trascorrere del tempo insieme, il concetto alla base era la condivisione, il contrario di parcheggiare i bambini nell'area giochi dell'ikea. Invece lo stare insieme ci si arricchisce vicendevolmente: l'adulto impara e il bambino trova sostegno. Lo spettacolo dal vivo poggia sulla base delle condivisione, dello scambio, del vivere il presente in maniera condivisa.
 

Divertire insegnando qualcosa, come la missione di quei programmi Rai.

La mia storia è educare divertendo, dove l'educazione si nasconde e non è proposta in maniera banale ma emerge dopo che ci si è divertiti, senza quasi essersene accorti. Quel programma aveva una doppia funzione: sia tutelare l'infanzia che formare i genitori, che sono i primi educatori.
 

In questo mondo sempre più social dove anche la tv ha meno spazio come può evolvere questo concetto?

I tempi di oggi offrono una sfida difficilissima: i ragazzi possono essere distratti ma social e telefonini usati nel modo giusto possono essere degli strumenti utili. Alla Rai tanti anni fa vennero proposti i cartoni animati giapponesi ma furono demonizzati. Mario Morcellini invece scrisse il libro "La tv fa bene ai bambini", dicendo che non è lo strumento in sé ma è necessaria l'educazione all'uso dello strumento. Ancora una volta è indispensabile la figura del genitore, la sfida è difficile ma resta una lucina: vedere all'inizio dello spettacolo tutte le persone con gli occhi chiusi che ascoltano mi dà speranza, il potere del racconto non è finito.
 

Intanto però Rai Scuola chiude, cosa ne pensa?

Si può chiudere un canale perché come tipologia di offerta non regge la concorrenza, ma quei contenuti devono continuare a trovare spazio in altre piattaforme. Non ci si può dimenticare il contenuto, che deve continuare a diffondersi. È importante destinare risorse per la cultura ma veicolarle nel modo giusto: Rai scuola deve avere una sua visibilità e importanza, se non è più possibile in tv magari in digitale, online, nelle scuole.
 

Incontro gratuito con prenotazione obbligatoria. Possibilità di prenotazione per l'incontro delle 17 QUI.

Qui il programma completo del Festival dei Luoghi Comuni.

Francesco Capuano