Gusto e Gusti - 23 ottobre 2026, 06:00

Buonissima 2026 parte dalla Nuvola Lavazza

Inaugurata ieri la sesta edizione del festival torinese che, fino a domenica, sera celebrerà la cucina di qualità con eventi diffusi in tutta l’area cittadina. E, dopo il premio Bob Noto assegnato allo chef stellato Paolo Lopriore, a diventare scenario di una cena stellata sono state le sale di Palazzo Madama

Ha preso il via sotto la Mole la sesta edizione di Buonissima, rassegna che fino al 25 ottobre animerà la città con un fitto palinsesto diffuso. Un percorso capace di far dialogare la cucina internazionale e la tradizione gastronomica locale, alternando cene d'autore, laboratori e incontri aperti al pubblico capaci di coinvolgere addetti ai lavori e semplici appassionati. L'evento intende così intrecciare la memoria storica del territorio con i linguaggi più attuali della ristorazione, offrendo un vivace spazio di confronto agli operatori del settore.

Il premio Bob Noto assegnato allo Chef Lopriore

La cornice della Centrale Nuvola Lavazza ha ospitato ieri la serata inaugurale del festival, sede in cui è stato consegnato il Premio Bob Noto 2026, intitolato al fotografo e gastronomo scomparso nel 2017. Centrata sul tema della passione, la cerimonia ha premiato lo chef Paolo Lopriore de Il Portico di Appiano Gentile. Distintosi per una visione culinaria rigorosa e indipendente, Lopriore ha ritirato la statuetta rimarcando il valore dell'ostinazione creativa nell’ambito della cucina e la necessità per quest’ultima di sottrarsi alle mode effimere.

Gli assaggi stellati nella cornice di Palazzo Madama

A coronare la serata d'esordio è stata una cena in piedi nelle sale di Palazzo Madama, che ha visto riuniti numerosi protagonisti della cucina d'autore. Tra le tante proposte d'eccellenza, ovviamente servite in forma di assaggio, a mio parere a lasciare il segno sono stati: il gusto davvero memorabile del Manzo al midollo di nocciola, firmato da Richard Abou Zaki del Retroscena di Porto San Giorgio nelle Marche; la ben riconoscibile solidità della cucina di Moreno Cedroni della Madonnina del Pescatore di Senigallia, espressa attraverso una riuscitissima Ricciola in salsa Kampot; l'esplosione inattesa di sapori del Raffaello di foie proposto da Giuseppe Iannotti del Krèsios di Telese nel Beneventano.

Se a ritagliarsi un ruolo inatteso è la fotografia

Se le varie postazioni degli chef risultavano evidentemente affollate, altrettanto frequentato si è rivelato il set di posa allestito in una delle sale di Palazzo Madama. Qui il noto fotografo di food Davide Dutto realizzava al momento, per chiunque lo desiderasse, uno dei suoi celebri “ritratti in balzo”. Una proposta che si è rivelata un vero successo: la singolarità di quelle silhouette ha infatti saputo trasformare il tratto effimero di una serata, legata a piatti evidentemente destinati ad essere consumati nell’immediato, in un ricordo permanente. Non senza segnalare con forza come l'immagine d'autore abbia l’indubbia capacità di prendersi la scena persino in un evento dominato dall'alta gastronomia.

Info:  https://buonissimatorino.it

Piergiuseppe Bernardi