Condizioni umane e tecniche da verificare, disponibilità dei dipendenti su base volontaria e un'apertura dettata dalla solidarietà istituzionale, pur con i limiti legati alle proprie sofferenze d'organico. Comune e Provincia di Cuneo stanno analizzando in queste ore la richiesta d'aiuto straordinario avanzata dal Tribunale, che ha paventato il rischio concreto di dover sospendere alcuni servizi essenziali ai cittadini a causa di una gravissima carenza di personale amministrativo.
Sulla fattibilità di un intervento a supporto degli uffici giudiziari abbiamo intervistato la sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero, la quale ha evidenziato l'impegno dell'amministrazione nel cercare una strada praticabile pur richiamando la responsabilità dei livelli centrali.
"Innanzitutto esprimo tutto il mio rispetto per le difficoltà che il Tribunale sta affrontando sul fronte del personale, ha dichiarato la prima cittadina, un tema che ritengo davvero di primaria importanza, poiché dalla buona amministrazione della giustizia passa davvero moltissimo. Questa notizia è frustrante e in un certo senso deprimente. Come istituzione siamo naturalmente vicini al Tribunale per solidarietà istituzionale e ci stiamo ingegnando per capire come poter dare una mano. Detto questo, chi ha il compito di amministrare la giustizia ha una responsabilità precisa, che deve essere messa in campo."
La sindaca ha chiarito i paletti tecnici entro cui il Comune potrà muoversi: "di fronte al presidente che lancia questo grido d'allarme, ci siamo presi il tempo di verificare quali siano le nostre concrete possibilità di intervento. Immagino che si possa trattare di misure temporanee e straordinarie che, naturalmente, prevedano anche la volontarietà del lavoratore. Se riusciremo a dare un piccolo aiuto, lo faremo molto volentieri"
Anche la Provincia sta lavorando per capire se ci siano margini operativi per rispondere all'appello. Il vicepresidente dell'ente, Massimo Antoniotti, ha confermato la disponibilità all'analisi, ricordando al contempo le difficoltà che gravano sull'ente dopo la riforma Delrio: "non ci sottraiamo dal valutare questa richiesta di aiuto avanzata dal Presidente del Tribunale di Cuneo. Ed è per questo che, dopo aver riferito al presidente Luca Robaldo, stiamo valutando se ci sono le condizioni umane e tecniche per applicare questa eventuale collaborazione. Anche il nostro ente, dopo la riforma Delrio, versa in una condizione dove il personale è carente; analizzeremo quindi se ci sono queste condizioni e anche la disponibilità da parte del personale. Nei prossimi giorni effettueremo un incontro per approfondire il tutto."
Come evidenziato alla nostra testata dal presidente del Tribunale Mario Amato, per evitare il blocco di alcuni servizi essenziali all'utenza serve il distacco temporaneo di almeno 7-8 unità di personale dagli enti del territorio, previo benestare del Ministero. "Manca il personale amministrativo necessario allo svolgimento dei processi e di tutti quei servizi che servono al cittadino. In particolare, ha specificato il capo dell'ufficio giudiziario, la scopertura è del 39%: abbiamo 61 amministrativi, ma ne servirebbero altri 39. Di questi 61, inoltre, non tutti sono effettivamente presenti perché vi sono casi di personale in malattia - anche per lunghi periodi - distaccato per motivi sindacali o che usufruisce dei permessi previsti dalla Legge 104, tanto che in questo periodo sono stato costretto a bloccare le ferie per scongiurare la paralisi."
Il tempo a disposizione per sciogliere i nodi organizzativi e normativi è poco: gli enti locali si sono riservati di fornire una risposta definitiva entro il 30 ottobre 2026. Sarà quella la data decisiva per capire se la sinergia istituzionale riuscirà a coprire i buchi d'organico o se il Tribunale sarà costretto a tagliare l'erogazione di alcuni servizi pubblici.