Entra nel vivo il Festival dei Luoghi Comuni, con l’ottava edizione della rassegna che si terrà a Cuneo da mercoledì 21 a domenica 25 ottobre. Dodici eventi gratuiti per la cittadinanza e due giorni riservati agli studenti per riflettere su che cosa intendiamo per cultura, sulle forme attraverso cui si esprime e sui luoghi comuni che ne condizionano la percezione.
Questa sera, giovedì 22 ottobre, ore 21.00 al Rondò dei Talenti, l'incontro divulgativo in collaborazione con Limes Midterm 2026: Referendum sull'America di Trump. Presentazione del libro “Fiamme americane". Con gli esperti di politica statunitense Federico Petroni, analista geopolitico di Limes, e Marco Bardazzi, giornalista e scrittore.
Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti sono l’occasione per un primo bilancio sulla presidenza Trump. Quanto ha tradito e quanto ha mantenuto le promesse elettorali? Quanto ancora rappresenta il mandato popolare che lo ha riportato al potere con la missione di rovesciare il sistema? Perché Trump ha approfondito, non risolto, la crisi strategica e sociale in cui è piombata l’America.
Marco Bardazzi dialogherà con Federico Petroni, autore del libro appena uscito per Gramma-Feltrinelli “Fiamme americane. La nuova destra e la crisi d'identità degli Stati Uniti”. Abbiamo intervistato Federico Petroni, che ci ha presentato l'incontro di questa sera.
Trump, elezioni di midterm, destra americana: cosa ci sarà al centro della chiacchierata tra te e Marco Bardazzi?
Partiamo dal mio libro per parlare delle prossime elezioni di midterm ma guardiamo più in generale agli scenari futuri dell'America. Al centro del libro c'è il tema del malcontento degli americani, con le loro critiche alla politica e all'economia. Molti americani si sono resi conto che il problema non è più tanto la classe manageriale, grande tema delle ultime elezioni, ma più che altro la classe di miliardari che si è comprata la politica.
In questo scenario, qual è il ruolo di Trump?
Tratto Trump come sintomo e come acceleratore della crisi che però lo precede e che gli sopravvivrà. Gli americani non sanno più chi sono, non hanno più fiducia nei miti e nei fattori che creavano una società coesa come il benessere diffuso generato dal lavoro. La discordia è fuoriuscita dalle guerre portate avanti da Trump, il denaro ha conquistato la politica ed è sintomo di spaccatura tra la classe dirigente e la popolazione, totalmente esclusa dalle decisioni.
Come evolverà la destra americana? Potrà tornare quel Partito Repubblicano più moderato che non vedeva benissimo Trump, soprattutto nel suo primo mandato?
Non credo che sarà possibile tornare indietro. Attorno a Trump si erano coalizzati dei movimenti che avevano diagnosticato correttamente i problemi dell'America, molto meglio dei democratici che in realtà difendevano lo status quo, mentre gli elettori volevano cambiarlo. Si sono affidati a un ariete come Trump che però ha usato l'ingresso nell'establishment per fare i suoi affari. Oggi non credo che per il Partito Repubblicano sia possibile staccarsi da Trump che è una figura dominante e lo sarà anche di più se perderà le elezioni.
Quali saranno le conseguenze più importanti di queste elezioni?
Secondo me sono importanti per due motivi: il primo è il rischio di violenze e delegittimazioni del risultato elettorale, che Trump contesterà in caso di sconfitta. Il secondo è per il futuro del Partito Democratico, che sta vivendo lo stesso processo che hanno già vissuto i Repubblicani. Cioè la rivolta di candidati più giovani - più estremisti come i socialisti ma anche meno, con alcuni centristi che hanno fatto accordi con la destra su alcuni temi - che sostengono che la faglia principale non è più destra - sinistra ma alto - basso, e dicono che tutto in America è corrotto.
Questo ormai è il sesto anno in cui partecipi al Festival dei Luoghi Comuni, com'è collaborare con continuità con questa realtà?
Sono contento perché Limes è un partner importante del Festival, veniamo sempre accolti molto bene. Riusciamo a fare discussioni tanto profonde quanto accurate alla realtà. Ad esempio nel 2023 siamo venuti poco dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre, ma nonostante la vicinanza riuscimmo a garantire una conversazione precisa e accurata di quello che stava accadendo.
E Cuneo che piazza è?
Normalmente le cose più belle che facciamo avvengono fuori dalle grandi città. C'è meno dispersione, più partecipazione sentita, e in questo Festival ci sono sempre appuntamenti con le scuole dove spesso troviamo più fame di sapere e più curiosità che degli studenti universitari.
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