Per sostenere la conservazione del patrimonio tartufigeno regionale, la Regione Piemonte mette a disposizione risorse attraverso un'indennità destinata ai proprietari o possessori di terreni sui quali sono presenti piante produttrici di tartufo bianco d'Alba.
«La valorizzazione del patrimonio tartufigeno – dichiara Pietro Busso, responsabile provinciale del Settore Finanza agevolata di Cia Agricoltori Italiani Cuneo – passa innanzitutto dalla conservazione delle piante che consentono la produzione del tartufo. Questo intervento riconosce un sostegno economico a chi si impegna a mantenere nel tempo tale patrimonio, coniugando la tutela ambientale con la salvaguardia di una risorsa importante per il territorio e per le sue economie locali. È fondamentale, però, verificare attentamente i requisiti previsti dal bando e gli obblighi che ne derivano».
Possono presentare domanda i proprietari o possessori di terreni situati in Piemonte, sui quali siano radicate piante riconosciute come produttrici di Tuber magnatum Picco, il tartufo bianco d'Alba. La capacità tartufigena deve essere comprovata dalla raccolta di esemplari negli ultimi tre anni e accertata dalla Commissione consultiva comunale per l'agricoltura. Il contributo è riconoscibile per un massimo di 25 piante per ettaro, pari a una ogni 400 metri quadrati.
L'indennità massima annua è di 20 euro per ciascuna quercia, 18 euro per pioppi, salici, carpini e tigli e 12,50 euro per il nocciolo, per il quale il sostegno è subordinato alle disponibilità finanziarie residue. L'importo effettivamente erogato dipenderà dal numero complessivo di piante ammesse e dalle risorse disponibili.
Per ottenere il contributo, i beneficiari devono impegnarsi a conservare le piante per cinque stagioni di raccolta successive alla presentazione della domanda e a consentire la libera ricerca dei tartufi sui terreni interessati, nel rispetto delle disposizioni vigenti.
«Invitiamo gli agricoltori interessati a rivolgersi ai nostri uffici – conclude Busso –. Cia Cuneo è a disposizione per esaminare caso per caso la situazione aziendale e fondiaria, verificare i requisiti di accesso e fornire assistenza nella valutazione delle opportunità offerte dal bando, così da consentire a ciascun potenziale beneficiario di comprendere se sussistano le condizioni per presentare domanda».