È stato approvato, oggi, il disegno di legge n. 170, che modifica la legge regionale n. 11/2012 in materia di enti locali, evitando nell'immediato il rischio di un vuoto istituzionale per molti territori piemontesi.
"Prendiamo atto della necessità di garantire continuità amministrativa a Comuni e Unioni Montane, ma condanniamo il ricorso all'ennesima proroga che rinvia, ancora una volta, le scelte necessarie. Dopo otto anni di governo del centrodestra e della Giunta Cirio, il Piemonte non ha ancora una riforma organica delle autonomie locali" dichiarano Gianna Pentenero, Presidente del Gruppo PD in Consiglio regionale, e Mauro Calderoni, Consigliere regionale del Partito Democratico.
"ANCI e UNCEM hanno espresso con chiarezza le preoccupazioni dei territori: servono certezze sulle funzioni, sulle risorse e sul futuro delle Unioni Montane. La carenza di personale, le risorse insufficienti e le difficoltà dei piccoli Comuni richiedono una strategia strutturale, non interventi temporanei. Il Piemonte deve smettere di rincorrere nuove sigle e assetti istituzionali e individuare nella dimensione dell'area vasta il riferimento per coordinare la collaborazione tra Comuni, la programmazione e la gestione dei servizi, senza creare necessariamente nuovi livelli burocratici. In questa direzione, si potrebbe ripartire dagli Ambiti di Integrazione Territoriale (AIT), introdotti con il Piano Territoriale Regionale della Giunta Chiamparino. Una geografia territoriale da aggiornare per coordinare politiche di sviluppo, infrastrutture, mobilità e servizi, contrastando il declino demografico delle aree interne e montane. Unioni Montane, Unioni di Comuni, consorzi e GAL devono poter operare all'interno di un quadro coerente, con competenze definite, meno sovrapposizioni e maggiore capacità amministrativa" proseguono gli esponenti Pd.
"Con il nostro ordine del giorno chiediamo alla Giunta di aprire finalmente un confronto con ANCI, UNCEM, sindaci e amministratori locali per costruire una riforma condivisa. La proroga può evitare un'emergenza oggi, ma non può diventare il metodo ordinario di governo. Ai territori servono stabilità, risorse certe e una visione di lungo periodo" concludono Pentenero e Calderoni.