Tremila anni dopo, l'Odissea ci parla ancora di umanità. E nel film di Nolan ancor di più. La storia di Ulisse, infatti, riguarda tutti noi. È la storia di un uomo che parte, sbaglia, resiste, cade e ricomincia. È la storia di ogni essere umano.
Come Omero, il regista sembra dirci che al centro del racconto non c'è un eroe invincibile, ma l'esperienza umana stessa, con le sue sconfitte, le sue domande e la sua ostinata capacità di rialzarsi.
Ciclopi, Sirene, Scilla e Cariddi sono gli ostacoli che ogni uomo incontra nel proprio cammino. Hanno forme diverse, ieri come oggi: la paura, il fallimento, il desiderio di possedere tutto e subito, l'illusione di poter controllare ogni cosa, il narcisismo, la solitudine, la tentazione di cambiare strada. Nessuno può evitarli. Si può solo imparare ad attraversarli. E Ulisse non li affronta con la forza. La sua arma più grande è un'intelligenza pratica, creativa, capace di adattarsi e trovare soluzioni quando sembrano non essercene. È la saggezza di chi comprende che la vita non si vince con la violenza, bensì con il discernimento.
Penelope non gli è inferiore. Il celebre espediente della tela tessuta di giorno e disfatta di notte, racconta una donna che è protagonista tanto quanto il marito.
C'è poi un altro viaggio, forse ancora più vicino a noi. È quello di Telemaco, che alla fine scopre il padre dalla carezza ad Argo morente, il cane che lo aspetta e che muore nell'istante in cui lo riconosce. È l'esperienza di chi parte per cercare notizie di un genitore che non ha mai conosciuto e che, cercandolo, diventa adulto.
Ulisse, dopo vent'anni, torna a Itaca tormentato dagli anni della guerra di Troia e dal ricordo degli amici che non è riuscito a seppellire con onore. Ma a Itaca trova la meta che dà senso al cammino, il luogo in cui ciascuno è chiamato a diventare pienamente se stesso. Potremmo chiamarla vocazione, destino, compimento, casa.
Ognuno ha la propria Itaca, è ciò che ci mette in moto, è la promessa che orienta la nostra esistenza. Perché, in fondo, ciascuno di noi sta ancora navigando... Narrami, o musa...