Il prossimo impegno doveva essere alla scoperta delle architetture nascoste di Bra con l'associazione culturale Albedo, una passeggiata immaginifica nella città che ha dato forma alla sua idea di architettura legata al genius loci, partendo dalla chiesa di Sant'Andrea che già aveva saputo raccontare in tutti i suoi dettagli barocchi.
E forse è proprio quel luogo sacro dove ogni angolo è intreccio di arte e spiritualità, ma anche storia e pensiero a raccontare meglio di tutto la personalità sfaccettata e poliedrica di Enrico Serra, morto oggi a 71 anni.
Architetto di spessore, ma anche storico, docente, una vita fino all'ultimo ricca di incarichi, idee, aspirazioni, lavori che hanno incrociato la passione di legare il progetto architettonico al luogo e alla storia. Le sue lezioni resteranno un caposaldo per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di assistervi.
Il rito funebre di Enrico Serra, che lascia la mamma Rinuccia, Mariateresa, la figlia Giovanna con Pietro, il fratello Alberto con Cinzia, le nipoti Giulia con Enrico ed Elena con Pietro, le pronipoti Margherita e Caterina, si terranno martedì 13 ottobre, alle ore 10, nella chiesa di San Giovanni Battista. Il Rosario è in calendario lunedì 12 ottobre, alle ore 18, presso la Casa del Commiato "Luce di Speranza" (via don Orione 77/a), a Bra.
Fino alla fine il suo mantra è stato "Nulla dies sine linea", il detto, che secondo la giusta autorevolezza di Plinio il Vecchio, trae origine dal pittore greco Apelle, il quale non lasciava passare giorno senza tirare almeno una linea, per tenersi sempre in esercizio nell'arte in cui divenne eccellente.
Con tale consapevolezza, alla dottrina e alla scienza dell'architetto vanno sinceramente abbinati il gusto e l'amore di Enrico Serra per la sua città, e per questo la sua voce autorevole e sicura ci mancherà molto: la rimpiangiamo e la rimpiangeremo.