Politica - 05 ottobre 2026, 20:03

Enti locali, Pentenero e Calderoni (Pd): “Dopo otto anni di governo Cirio ancora nessuna riforma organica”

“Ora si arriva a una deroga per rimediare ai ritardi della giunta” aggiungo i consiglieri regionali dem

Pentenero e Calderoni

Oggi in VII Commissione del Consiglio regionale verranno svolte le prime determinazioni in merito al disegno di legge n. 170 "Ulteriori modifiche all'articolo 21 della legge regionale 28 settembre 2012, n. 11 (Disposizioni organiche in materia di enti locali)".

"Sono passati ormai otto anni da quando il centrodestra governa il Piemonte e, nonostante i ripetuti annunci, la Giunta Cirio non è ancora riuscita ad approvare una riforma organica del sistema degli enti locali. In compenso, continua a scaricare responsabilità sui precedenti governi regionali e nazionali di centrosinistra, dimenticando di essere alla guida della Regione da due mandati consecutivi. Oggi, anziché presentare una visione complessiva e strutturata, ci troviamo di fronte all'ennesimo intervento tampone e alla necessità di ricorrere addirittura a una deroga per affrontare criticità che avrebbero dovuto essere risolte da tempo» dichiarano la Presidente del Gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Gianna Pentenero e il Consigliere regionale Pd Mauro Calderoni.

"Negli anni abbiamo assistito a una successione di modifiche parziali, aggiustamenti e interventi contraddittori che hanno contribuito a aumentare l'incertezza tra amministratori locali e cittadini. Sulla montagna e sugli enti locali di area semivasta regna ormai una profonda confusione, frutto di riforme e contro-riforme che hanno finito per indebolire gli strumenti di governo del territorio anziché rafforzarli. Siamo passati dalla cancellazione delle Comunità Montane e dalla loro sostituzione con le Unioni Montane, inevitabilmente più fragili perché basate sull'adesione volontaria dei Comuni, fino alla legge Calderoli sulla montanità, che ha prodotto classificazioni discutibili, escludendo territori realmente montani e marginali e includendo realtà che con la montagna hanno ben poco a che fare" proseguono Pentenero e Calderoni.

"Da un lato si cerca di correggere gli errori attraverso modifiche legislative e deroghe – proseguono i Consiglieri Pd - dall'altro si riducono le risorse destinate ai territori montani e si annunciano nuovi soggetti e nuove competenze che rischiano di aumentare ulteriormente la sovrapposizione istituzionale. Il risultato è che si continuano a cambiare nomi, confini e strumenti senza affrontare il nodo centrale: il Piemonte non dispone ancora di una vera strategia per il governo dei territori. Se dopo due mandati non si è ancora riusciti a definire un quadro normativo chiaro per gli enti locali piemontesi, significa che sono mancate la capacità o la volontà politica di affrontare il tema con la necessaria determinazione".

"Occorre aprire finalmente un confronto vero con gli enti locali e con le rappresentanze dei territori. Il punto di partenza può essere il recupero di esperienze positive come gli Ambiti di Integrazione Territoriale introdotti nel Piano Territoriale Regionale della Giunta Chiamparino. Una scelta che aveva individuato una geografia coerente sulla quale costruire programmazione, servizi associati e politiche di sviluppo, superando la frammentazione amministrativa senza creare nuovi livelli burocratici. Le aree montane, le aree interne e i territori di pianura chiedono certezze, regole stabili e istituzioni autorevoli. Continuare a inseguire deroghe e correttivi significa lasciare amministratori e comunità in una condizione di precarietà permanente. Dopo otto anni di governo del centrodestra è arrivato il momento di consegnare finalmente al Piemonte una riforma degli enti locali all'altezza delle sfide dei prossimi anni" concludono Pentenero e Calderoni.

c.s.