Curiosità - 03 ottobre 2026, 18:46

Chi si ricorda come si giocava ai Tarocchi nelle nostre vallate e in alta langa?

Paroldo non è nuovo ad interessarsi ai Tarocchi. Sua è la mostra itinerante di gigantografie delle 78 carte che compongono il mazzo nato principalmente per il gioco e non, in origine, per la divinazione.

La mostra la primavera scorsa è stata oggetto di una interessante esposizione in un luogo magico, ovvero il castello di Saliceto, dove peraltro lo storico Guido Araldo da anni, studia e riflette sul potere evocativo dei Tarocchi. Da questo suo interesse sono nati tre libri: “Matelda e la Civetta, la via di Sophia”, il recente “La Via dei Tarocchi ovvero la via verso la Bellezza” e “I Tarocchi come via iniziatica anche nella Divina Commedia”.

Ma i Tarocchi sono nati nell'Italia settentrionale nel XV secolo (durante il Rinascimento) e in origine erano un gioco di carte per aristocratici, derivati e rielaborati dai modelli originari francesi e milanesi, ed erano ben lontani dall'essere uno strumento di divinazione, e la loro diffusione è anche dovuta all’espandersi del Regno Sabaudo e di Sardegna.

Esistono varie versioni del gioco piemontese, e sopravvive in alcune nicchie locali dell'Alta Valle Sesia.

“Sappiamo però che in provincia di Cuneo, in particolare in certe vallate e in alta langa, il gioco dei tarocchi era molto diffuso, ed è stato poi soppiantato dal gioco più semplice della Scopa della briscola o in epoca più recente dalla Scala 40.- spiega lo storico di Paroldo Romano Salvetti, che con un altro appassionato, il braidese Luigi Perone, vogliono ritrovare chi ha ancora memoria del gioco cuneese dei Tarocchi. -“Ogni zona aveva le sue regole di punti e di gioco, ma al momento siamo riusciti a recuperare solo memorie di chi l’ha visto giocare, ma che non si ricorda come fossero i metodi locali.”

L’occasione della storica fiera di San Martino e la tradizionale “bagna cauda”, durante le quali verranno nuovamente esposte per le vie di Paroldo le gigantografie delle 78 carte, vorrebbe essere anche l’invito a chi si ricorda di come si giocava, delle regole, di presentarsi e creare memoria di queste per poterle tramandare.

“Infatti la nostra idea, al momento, non è quello di invitare la gente a giocare ai Tarocchi, ma di creare un momento di memoria, prima che questo passi in dimenticatoio, come tante altre nostre credenze e modi di dire del nostro dialetto” – concludono i due promotori.

L’appuntamento è quindi per il pomeriggio di sabato 7 e domenica 8 novembre a Paroldo per visitare la mostra dei Tarocchi, ma in particolare per chi ricorda le regole di gioco dei nostri nonni a condividere la memoria.

Per maggiori informazioni scrivere a :  tarocchi.paroldo@gmail.com.