Due valli unite dalla stessa furia dell’acqua.
Sei anni fa, oggi, la Valle Vermenagna e la Valle Roya venivano colpite dalla furia della tempesta Alex, che cancellò in poche ore strade, ponti, versanti e collegamenti costruiti in decenni. Una devastazione che, dal Piemonte alla Francia, avrebbe lasciato ferite destinate a durare per anni.
Ma che ha anche portato qualcosa di buono, come ci ricorda l'associazione Colle di tenda presieduta da Marcello Bevilacqua.
"Ha unito ancora di più le due Valli. La Valle Vermenagna e la Valle Roya, già profondamente legate dalla storia, dalle persone e dal Colle di Tenda, hanno saputo stringersi l'una all'altra nei momenti più difficili, dimostrando ancora una volta quanto sia forte il legame tra queste comunità", scrive.
E aggiunge: "In questa giornata vogliamo rivolgere un particolare ringraziamento e un sincero riconoscimento ai sindaci delle due Valli, che in quei momenti drammatici si sono trovati in prima linea, affrontando l'emergenza e lavorando per la ripartenza dei propri territori. Sei anni dopo, il nostro auspicio è uno solo: vedere finalmente completata la ricostruzione e poter tornare a percorrere senza ostacoli il nostro storico collegamento attraverso il Colle e il Tunnel del Tenda.
Perché queste vallate non sono soltanto strade e infrastrutture. Sono persone, comunità, imprese, turismo, lavoro e futuro.
Non dimentichiamo quel 2 ottobre. Ricordiamo ciò che è stato, valorizziamo ciò che è stato fatto e continuiamo a guardare avanti, insieme".
Un'occasione, quella che ci fornisce l'associazione, con il suo intervento, per tornare a quel 2 ottobre e al giorno successivo, quando TargatoCn riuscì a raggiungere Limone Piemonte, nonostante la Statale 20 fosse interrotta in più punti, grazie all'allora comandante dei vigili del fuoco Vincenzo Bennardo, che ci consentì di arrivare in paese con un mezzo dei vigili del fuoco giunto in supporto da Torino.
Ripercorriamo quella due giorni.
Nel tardo pomeriggio del 2 ottobre il torrente Vermenagna uscì dagli argini, la Statale 20 venne chiusa e l’acqua raggiunse diverse zone del paese. In frazione Sant’Anna rimasero coinvolte le aree di Fatino e Tetti Maschetta. Nelle stesse ore, oltre il tunnel del Tenda, la situazione era già drammatica: TargatoCN segnalava due grandi frane in Valle Roya.
La pioggia non dava tregua. A Limone il paese veniva progressivamente invaso dall’acqua, mentre soccorritori, vigili del fuoco e volontari della Protezione civile erano impegnati nelle diverse zone dell’abitato. La piena non risparmiava la vicina Vernante e, oltre il confine, il Roya cresceva rapidamente.
Se in Valle Vermenagna la tempesta provocò danni gravissimi, in Francia il bilancio della devastazione fu ancora più impressionante.
Il fiume Roya esondò, travolgendo ponti e strade. Tenda, Fontan, Saorge e Breil-sur-Roya rimasero isolati e, nelle ore più drammatiche, alcuni centri risultarono raggiungibili quasi esclusivamente attraverso gli elicotteri. TargatoCN, pochi giorni dopo l’alluvione, descriveva la situazione della parte francese come un vero disastro, con la Statale 20 pesantemente danneggiata e interi tratti di viabilità cancellati dall’acqua e dalle frane.
Uno dei simboli della notte fu Tenda, il paese francese immediatamente oltre il tunnel. Il collegamento stradale con l’Italia venne spezzato. Ponti distrutti, carreggiate scomparse e versanti franati modificarono completamente la morfologia della valle.
Ma la distruzione non riguardò soltanto la strada.
Anche la ferrovia Cuneo-Ventimiglia-Nizza, la cosiddetta Ferrovia delle Meraviglie, subì danni e interruzioni. Per mesi la Valle Roya si ritrovò così separata dai territori italiani, con una conseguenza pesantissima non soltanto sulla vita quotidiana degli abitanti, ma anche sul commercio e sul turismo.
Il punto in cui la tragedia della Valle Vermenagna e quella della Valle Roya si incontrarono fu il Colle di Tenda.
La tempesta Alex fece franare una parte della montagna all’imbocco francese del tunnel e spazzò via un tratto della strada. Il collegamento internazionale venne così interrotto e la Valle Vermenagna rimase separata dalla Valle Roya.
TargatoCN, nel 2022, raccontò il viaggio attraverso la cosiddetta “Strada dei 50 tornanti”, utilizzata per raggiungere la Valle Roya dal versante italiano. A quasi due anni dall’alluvione, il percorso verso Tenda era ancora segnato dai cantieri, mentre fuori dal tunnel era visibile l’enorme frana provocata dalla tempesta.
Il problema non era soltanto quello di ricostruire una strada. La frana aveva modificato il territorio e reso necessario ripensare anche il sistema di accesso al tunnel, costringendo a modificare profondamente anche il progetto del nuovo collegamento stradale.
Per Limone, come per la Valle Roya, il 2 ottobre non è quindi rimasto soltanto il ricordo di una notte di pioggia.
A Limone si è dovuto intervenire sulle infrastrutture, sulle sponde del Vermenagna, sulla viabilità e sugli impianti. In Francia si sono dovuti ricostruire ponti, strade e collegamenti ferroviari e stradali.
E soprattutto è venuto meno, per un lungo periodo, quel collegamento naturale che per decenni aveva unito Cuneo, Limone, Tenda, la Valle Roya e Ventimiglia.
Il 2 ottobre 2020 ha dunque lasciato una geografia diversa.
Limone è diventata il simbolo della devastazione sul versante italiano. La Valle Roya quello della distruzione oltre il confine.
E il Colle di Tenda è rimasto per anni la cicatrice più evidente: il punto nel quale una sola tempesta ha interrotto una strada internazionale, colpito una ferrovia, isolato comunità e costretto Italia e Francia a ripensare il proprio collegamento attraverso le Alpi.
La tempesta Alex è durata poche ore.
La sua ricostruzione, invece, è diventata una storia lunga anni. E non è ancora finita. Perché manca la canna storica e soprattutto una tempistica affidabile sull'affidamento dei lavori.
Ma restiamo all'oggi, a questo 2 ottobre che rimane una data impressa nella memoria di chi vive lungo il Vermenagna e il Roya: la notte in cui l’acqua ha cancellato ponti e strade, ma ha anche reso evidente quanto siano profondamente legate, al di là del confine, le comunità delle due valli.